Inter, eccoti Banega l’accorciatore: quello che ti mancava – GdS

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6 agosto 2016, 12:45
Banega

Nonostante la pesante sconfitta per 6 a 1 contro il Tottenham i segnali arrivati da Oslo non sono tutti negativi. Il migliore dell’Inter ieri è stato Ever Banega, al suo esordio in nerazzurro. Ecco come la “Gazzetta dello Sport” presenta il nuovo acquisto nerazzurro

L’ACCORCIATORE – “Il nuovo numero 19 tocca il primo pallone con la maglia nerazzurra addosso dopo sedici secondi dell’amichevole col Tottenham: è una sponda di petto, spalle alla porta. Stop e passaggio insieme, una finezza. Non è un dettaglio di poco significato. Vale più di una presentazione ufficiale. Signori, ecco a voi Ever Banega, detto l’Accorciatore. Di tempi e di spazi. Con lui, Mancini, che nella tournée americana aveva sempre schierato un ortodosso 4­4­2, ha potuto finalmente varare il 4­2­3­1, con l’argentino sistemato alle spalle di Icardi. Il risultato finale, okay, lo infiliamo alla voce «amichevoli estive», pur nella sua proporzione da arrossire. Ma Ever lo si tiene stretto così com’è. Il suo ruolo non è quello di regista, perché non lo è, ma semmai una specie di «libero» della fase offensiva: la posizione di partenza è da trequartista, in realtà Ever si muove in avanti quando la squadra non ha il pallone aiutando (non troppo) il primo pressing e all’indietro quando l’Inter conquista il possesso, facendosi consegnare il pallone. Con quello, poi, sa sempre cosa fare. Da qui, il soprannome di Accorciatore”.

QUALITÀ – “La sua prima qualità è la distribuzione rapida, rapidissima: mai più di un tocco o due, se non quando è necessario tenere palla perché non ci sono compagni liberi. È così che accorcia i tempi di giocata. Ma non è nemmeno la sua peculiarità migliore, che si trova invece nella capacità di servire gli altri con passaggi che hanno sempre (o quasi, nessuno è perfetto) la velocità e la distanza giusta. È così che accorcia gli spazi. Prendete e unite il tutto alla capacità di attaccare gli spazi tipica di Perisic – e di Candreva – e il prodotto è, per esempio, il gol del croato al Tottenham: tu vai, Ivan, che a mettertela nel punto giusto ci penso io. E infatti: tracciante rasoterra in profondità alle spalle del terzino avversario, a Perisic basta portarla avanti con un tocco e poi definire in porta. Giocatore da ultimo passaggio e da ultimo passaggio «rapido», essenziale, senza tanti ghirigori e necessità di dribbling: esattamente quello che mancava all’Inter. Il bello è che Banega fa sembrare tutto semplice: dai e vai, passaggio, movimento a smarcarsi, ricezione e nuovo passaggio. Ci sono stati momenti, durante la partita col Tottenham, di autentico spettacolo registico. Niente male per uno che il Mancio ha conosciuto da vicino da pochissimo. Può solo migliorare, insomma. Ma per uno che accorcia tempi e spazi non è un problema”.

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Crescenzo Greco

Crescenzo Greco

Crescenzo Greco, nasce a Foggia il 20 aprile del 1995. Grazie a sua zia è interista fin da bambino. Josè Mourinho l’idolo incontrastato, Adriano quello d’infanzia. Dopo aver raggiunto la maturità scientifica si è trasferito a Milano per inseguire il sogno di diventare giornalista sportivo e studiare “Comunicazione e Società” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.