Inter e i tecnici stranieri: de Boer riprende la tradizione? – GdS

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18 agosto 2016, 12:09
Frank de Boer Inter-Celtic

Frank de Boer è pronto al suo esordio sulla panchina nerazzurra. La prima sfida sarà quella di domenica sera contro il ChievoVerona. Sulla “Gazzetta dello Sport” si parla della storia degli allenatori stranieri all’Inter

TRADIZIONE NERAZZURRA –Frank de Boer è il 20° ramo di un albero genealogico che ha prodotto quasi cent’anni di allenatori stranieri all’Inter. Da Bob Spottiswood all’olandese, il dito del presidente di turno ha fermato il mappamondo un po’ dappertutto: dall’Ungheria all’Inghilterra, dall’Argentina al Portogallo, dal Brasile alla Spagna fino alla Romania. D’altra parte l’Internazionale ha nell’anima l’essere «fratelli del mondo». Normale ritrovare nella storia capitoli battenti bandiere diverse da quella italiana. A de Boer un tuffo nella biblioteca interna della società permetterà di comprendere che esiste l’equazione «allenatore straniero all’Inter=allenatore vincente». Sei predecessori su 19 gli offrono materiale per inaugurare il suo giro milanese con l’ottimismo che produce entusiasmo”.

ULTIMI TRIONFI – “Risaliamo il tempo al contrario. E partiamo dall’ultimo, Leonardo, che poi è anche l’ultimo allenatore in assoluto ad aver portato un trofeo all’Inter. Il brasiliano ha vinto una Coppa Italia nella stagione 2010­-11. De Boer proverà a succedergli nell’albo d’oro per rinfrescare una stanza dei trofei che taglierà il sesto tagliando consecutivo senza essere aperta. È tempo di far girare l’aria, un po’ come il tecnico olandese gradisce far girare la palla in campo con i suoi giocatori. Dal 2008 al 2010 l’Inter ha vissuto un’epoca straniera di altissimo livello. Non si spaventi Frank, nel 1999 giocava nel Barcellona allenato da Louis van Gaal e il cui vice era Josè Mourinho. Sa bene quindi perché il tecnico portoghese abbia vinto tantissimo guidando l’Inter: una Champions, due scudetti, una Supercoppa italiana e una Coppa Italia. Il Triplete rimane un capolavoro che deve servire da stimolo, non da «tappo» professionale per De Boer. Rafa Benitez raccolse il lavoro di Mourinho incastonando in pochi mesi una Supercoppa italiana e un Mondiale per Club. Non ci fu tempo per altro, lo spogliatoio aveva deciso così. L’epoca vincente degli allenatori stranieri era ripresa dopo oltre quarant’anni”.

STORIA NERAZZURRA – “L’Inter fu «Grande» anche prima del Triplete. E lo fu con Helenio Herrera, il Mago, precursore dello «Special One» di Setubal. Herrera con la maglia dell’Inter vinse tre scudetti, due volte la Coppa Campioni e due quella Intercontinentale. Risaliamo ancora la corrente. Qualcuno forse si dimentica che Tony Cargnelli era austriaco: una Coppa Italia e uno scudetto tra il 1939 e il 1940. Un decennio prima, invece, ecco il primo tecnico straniero vincente: Arpad Weisz, campione d’Italia nel 1929­-30, figlio di ebrei ungheresi, ucciso nel 1944 ad Auschwitz in una camera a gas dopo diversi mesi in un campo di lavoro dell’Alta Slesia. Vincenti ed eroi, sportivamente e umanamente. De Boer ha un passato da studiare, consapevole che ci fu chi, come Hector Cuper, pur non vincendo si prese un pezzo di storia dell’Inter. «Fratelli del mondo», internazionali da sempre”.