Inchiesta plusvalenze, i precedenti inducono all’ottimismo – GdS

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22 aprile 2018, 11:32
Thohir

Il presidente dell’Inter Erick Thohir è indagato per presunte finte plusvalenze col Genoa, ma i precedenti inducono all’ottimismo: tutto potrebbe finire con un nulla di fatto

E’ della giornata di ieri la notizia dell’iscrizione al registro degli indagati di Adriano Galliani ed Erick Thohir per un giro di finte plusvalenze col Genoa che avrebbero permesso di “aggiustare” i bilanci delle rispettive società scambiando giocatori a un prezzo superiore al loro reale valore. Per quanto concerne il caso nerazzurro la Gazzetta dello Sport oggi in edicola ricorda che a finire nel mirino della magistratura è stato lo scambio che riguarda Michael Ventre, comprato dall’Inter per 3,7 milioni, e Vincenzo Tommasone, ceduto al Genoa per 3,5. Spulciando il bilancio si scopre che si tratta di uno scambio di compartecipazioni praticamente alla pari che sarebbero servite per far mettere in cassa una plusvalenza a entrambe le società.

IL PRECEDENTE- Si tratta di un caso simile a quello già avvenuto nel 2003 e riguardante anche allora Inter e Milan, ma proprio questo precedente può indurre all’ottimismo in casa nerazzurra: in quel frangente l’inchiesta fu archiviata in quanto i magistrati stabilirono che il prezzo dei cartellini è determinato dal mercato, ma anche da elementi che non possono essere identificati con chiarezza come la valutazione che si fa di un giovane giocatore e della valutazione di mercato che se ne può fare, ci sono tutti gli elementi perché possa finire esattamente come allora.

RISCHIANO ANCHE LE SOCIETA’- Nel caso però l’inchiesta dovesse andare avanti il pubblico ministero potrebbe estendere le contestazioni anche a Inter e Milan per via della legge sulla responsabilità amministrativa delle imprese legge per cui, a differenza dei singoli tesserati, non esiste la prescrizione.






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