Il ritorno di Mancini fece saltare l’arrivo di De Boer – Sky

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8 agosto 2016, 14:03
De Boer

Il giornalista di Sky Sport Christian Giordano ha tracciato un breve profilo di Frank De Boer, destinato a diventare il prossimo allenatore dell’Inter dopo la risoluzione consensuale tra Roberto Mancini e la società nerazzurra.

SAN SIRO NEL DESTINO – «Si trattava solo di capire con che colori. Il debutto da allenatore dell’Ajax per Frank De Boer è stato proprio nella scala del calcio, il giorno dopo Sant’Ambrogio, l’8 dicembre 2010. Ultima nel girone di Champions tra squadre già qualificate, 2-0 al Milan che fino allo scorso giugno sembrava averlo scelto per il dopo Mihajlovic».

ARRIVO POSTICIPATO – Thohir aveva scelto di affidare a lui la panchina a partire dall’estate 2015 ma l’esonero di Walter Mazzarri nel novembre 2014 fece saltare i piani: «Ha alzato 5 trofei in 6 stagioni. Lo scorso 11 maggio, quattro giorni prima del suo quarantaseiesimo compleanno, la rescissione consensuale dal club in cui era cresciuto. Un copione che pareva scritto dal almeno un anno visto che sembrava già chiuso l’accordo con l’Inter per il post Mazzarri prima del clamoroso Mancini-bis. De Boer alla fine restò ad Amsterdam per estendere all’Europa in dominio in campionato: quattro Eredivisie di fila, il primo a riuscirci, e due secondi posti con la quinta sfumata quando sembra già vinta».

GIOVANI E BEL GIOCO – «L’inglese perfetto è essenziale nel curriculum richiesto da Joorabchian e Zahavi, i potentissimi consulenti di mercato del gruppo Suning. Mago dei giovani nell’Ajax e da assistente nella nazionali di categoria. Predica un olandesissimo 4-3-3 barcellonizzato con l’uscita di palla bassa e pressing alto e tanta tanta tecnica. A San Siro, senza quella, il destino è segnato».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.