Il personaggio Gagliardini: famiglia e sani principi – CdS

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11 gennaio 2017, 12:27
Gagliardini

Andiamo alla scoperta di Roberto Gagliardini. Ma stavolta non come calciatore, bensì come persona fuori dal prato verde. Il “Corriere dello Sport” evidenzia la famiglia di sportivi, che lo ha cresciuto con sani valori e principi. 

VIVAIO E FAMIGLIA – Chi è Roberto Gagliardini? E’ il classico prodotto della cantera atalantina, plasmato per ben dodici anni trascorsi a Zingonia dal “guru” Mino Favini, che da sempre ha posto come base insindacabile della vita agonistica in casa sua la responsabilità, l’educazione, lo studio, la professionalità anche in età assai verde. Gagliardini in tale logica si è trovato immediatamente a suo agio in quanto ha avuto la fortuna di nascere in una famiglia dove la parola sport ha sempre fluttuato a 360 gradi. Papà e mamma infatti sono professori di educazione fisica e sanno bene come ci si deve comportare con giovani atleti. Massima attenzione, soprattutto nei momenti meno felici, quelli più duri, ma soprattutto equilibrio, saggezza, intelligenza nell’evolvere dell’iter soprattutto del ragazzino. Roberto così è potuto crescere nel migliore dei modi insieme al fratello di due anni più grande, pure lui con la testa sul collo, sebbene approdato solo al calcio provinciale. Favini, quando ancora era il capataz di Zingonia, ci ha spesso confessato: “Quel gruppo di fine secolo mi garba non poco. Parecchi hanno tutto per diventare dei bravi professionisti, anche perchè ci sono con la testa. Ragazzi svegli, ma seri. Fra di loro Gagliardini ha doti per ora nascoste che se vengono a galla lo faranno esplodere a livelli di spessore. Anche perché non ha quell’handicap per il quale spesso dobbiamo affrontare grossi problemi: ha genitori fantastici per chi alleva giovani atleti, perché parlano la stessa nostra lingua“.

SANI PRINCIPI – Infatti Gagliardini prima di essere un vero talento calcisticamente parlando è un uomo di grande spessore. Ovunque sia andato ha sempre raccolto attestati di prim’ordine proprio in tale logica. Serietà massima, disponibilità con tutti, umiltà accoppiata a capacità al di sopra nettamente della media, simpatia a go-go, amico di tutti. Se oggi dovessimo chiedere a Mino Favini quale dei suoi tanti giocatori ad alto livello usciti dalla propria cantera può ergersi ad esempio di eccellenza a tutto tondo non avrebbe difficoltà a fare il nome di Roberto. Spaziando potremmo affermare che Gagliardini incarna il bergamasco doc, lui che è nato e cresciuto praticamente a Bergamo: persona di poche parole, serio, lavoratore, generoso, affidabile e, perché no, pure simpatico. Del resto la sua breve storia da titolare all’Atalanta conferma tutto ciò avendo superato ogni passaggio in punta di piedi, senza clamori, sempre ubbidiente a quanto il proprio allenatore proponeva. Ora l’aspetta l’ultimo gradino, quello che lo può portare all’eccellenza in casa Inter, guarda caso con gli stessi colori che iniziò ad amare da ragazzino a Zingonia».

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