Il mistero di Davide Santon: dal riscatto al letargo, quali motivi?

Articolo di
2 giugno 2015, 12:53
santon

L’arrivo di Davide Santon a gennaio aveva trovato l’entusiasmo della maggior parte dei tifosi, memori delle qualità del “bambino d’oro”, come ribattezzato a suo tempo da José Mourinho. Al Newcastle un buon inizio, poi gli infortuni ed uno stop di quasi 8 mesi dal quale però si era ripreso brillantemente. Le 13 presenze per il riscatto e poi..il nulla. Perchè?

DOVE ERA FINITO SANTON? – La partenza era stata incoraggiante, addirittura oltre le migliori aspettative per un ragazzo che arrivava da 8 mesi di inattività. Spinta offensiva, attenzione nella fase arretrata, qualità e quella imprevedibilità sulla corsia di sinistra che non si vedeva da tempo. Brillante sia in Italia che in Europa, 13 presenze di fila, una dietro l’altra sempre con la sufficienza, fino alla maledetta serata col Wolfsburg a San Siro: l’unica lieta novella di quella notte fu il riscatto obbligatorio del terzino ferrarese, come previsto da contratto, attivata dalle 13 presenze pagando circa 4 milioni di euro. Ma proprio da quella partita, di cui ovviamente Santon non fu unico responsabile, l’impiego del ragazzo è totalmente venuto meno: dopo aver giocato consecutivamente dalla 22esima alla 29esima giornata, un’apparizione alla n.33 con l’Udinese ed infine con l’Empoli, ma solo a causa dell’infortunio di Felipe. Eppure, proprio nell’ora di gioco contro i toscani ha dato nuovamente prova di essere probabilmente il miglior terzino in rosa, senza dubbio più utile di Juan Jesus o chiunque altro. Probabile che Mancini abbia voluto provare altre soluzioni, certo di poter contare su di lui in futuro, a meno che vi siano motivi interni allo spogliatoio e non noti all’esterno. Di certo, Davide Santon, può essere una delle poche certezze dalle quali ripartire nella prossima stagione.