Icardi: “Spalletti che carica! Ha cambiato l’aria negativa”

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31 luglio 2017, 09:57
Spalletti

Nella sua intervista al “Corriere dello Sport” Mauro Icardi ha parlato anche del suo nuovo tecnico Luciano Spalletti. Il capitano si dimostra molto fiducioso sul lavoro dell’allenatore toscano.

IMPRESSIONI – «Non conoscevo tantissimo Spalletti prima che arrivasse all’Inter. Ho visto che con lui la Roma giocava molto bene e in più Ansaldi, che lo aveva avuto allo Zenit, me ne aveva parlato in maniera entusiasta. Della sua Roma mi ha sempre colpito il gioco offensivo. Gli piace il bel calcio e ha le idee chiare su come metterlo in pratica».

ARIA NEGATIVA – «Mi ha impressionato la carica che Spalletti ha mostrato fin dal primo giorno. Ha cambiato l’aria negativa che circondava la squadra. Ci sono cose che a parole non si possono spiegare perché si tratta di sensazioni. Nel calcio puoi avere tutti i giocatori forti che vuoi, ma se vai in campo e non fai le cose bene, i risultati non arrivano. A noi fino allo scorso anno succedeva questo e non sapevamo il perché».

ERRORI PASSATI – «Di atteggiamenti che non mi sono piaciuti ce ne sono stati diversi, soprattutto durante la settimana (preferisce non entrare nei dettagli, ma sembra riferirsi ad allenamenti non al massimo, ndr). Spalletti lo ha capito subito e stiamo cercando di migliorare in tutti gli aspetti. Fondamentale è essere più positivi, avere un’altra mentalità».

SPALLETTI LEADER – «Un tecnico così ci serviva. Appena arrivato Pioli era riuscito a trasmettere valori positivi alla squadra, lo avevamo seguito e avevamo vinto 9 partite su 10, ma poi c’è stato un calo improvviso di testa ed è finita come sapete. Spalletti è un martello e stiamo cambiando gli atteggiamenti. Con lui le distrazioni sono vietate».

PRIMO COLLOQUIO – «Nel primo colloquio Spalletti ha detto cose semplici ovvero che dovevamo fare le cose meglio rispetto al passato, che era necessario cambiare il nostro modo di comportarci sul campo, in settimana e la domenica. Aveva ragione perché continuando come prima, non saremmo andati da nessuna parte».