Icardi diventato 9 per “colpa” di Rafinha: l’Inter ringrazia – GdS

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18 gennaio 2018, 18:06
Icardi Barcellona

Il rapporto tra Icardi e Rafinha ha origini storiche, altro che Inter: entrambi classe ’93 in forza al Barcellona, la strada dei due si divise proprio quando entrarono in “conflitto”… dal punto di vista tattico! Ecco quanto ripreso dalla “Gazzetta dello Sport” oggi in edicola

LA CANTERA DEL BARCELLONA – “In attesa di mettere i suoi piedi di velluto al servizio di Spalletti, tra le mille sliding doors del pallone Rafinha un gran bel favore all’Inter l’ha già fatto: se non fosse stato per lui, forse oggi i nerazzurri avrebbero un altro centravanti e Icardi se lo starebbero godendo al Camp Nou. La storia di Maurito ai più è nota: da adolescente viveva alle Canarie, dove si era trasferito da Rosario con la famiglia, segnava un numero irreale di gol nelle giovanili del Vecindario, lo volevano tutte le big di Spagna e nel 2008 approdò al Barcellona. Quale scelta migliore? La cantera per eccellenza, la propensione nel forgiare e lanciare i giovani, la presenza di Messi – di Rosario come lui –con il quale Icardi costruì subito un bel rapporto. Insomma, la rampa di lancio verso la maglia blaugrana era bella che spianata. In due anni però non ci arrivò mai, e sulla carta le cose non andarono neanche male: 38 gol in due stagioni (alle Canarie erano 380…), due campionati e una Copa Catalunya vinti, il primo contratto di sponsorizzazione conquistato. Però il suo compagno di casa Sergi Roberto,per dire, in prima squadra già si affacciava, e sulle Ramblas già si magnificavano le future gesta in blaugrana di Tello, Bartra, Deulofeu, Gus Ledes e gli altri craque delle giovanili. Icardino, il nome non girava molto: lui era cresciuto con il mito di Batistuta e il Padreterno gli aveva dato uno chassis tale da poterne emulare le gesta, il problema era che Bati e Mauro facevano i centravanti e il Barça con il centravanti non ci giocava”.

ICARDI CHIUSO DA RAFINHA – “Il 9 di Guardiola aveva il 10 e si chiamava Messi, e anche le giovanili dovevano adeguarsi. E chi faceva il falso nueve spesso e volentieri a La Masia, chiudendo così la via dell’area a Maurito? Proprio Rafinha. Mentre suo fratello Thiago diventava la prima alternativa di Pep ai tre mammasantissima della mediana (Busquets-Iniesta-­Xavi), il secondo dei figli di Mazinho veniva forgiato al centro del tridente. Così Icardi ci ragionò su, convenne con i suoi agenti che l’Italia gli sarebbe stata più comoda, si innamorò di lui il superscout della Sampdoria Pecini e il resto è storia recente. E quando Mauro a Castellammare di Stabia segnava il suo primo gol italiano, Rafinha faceva ancora la punta nel Barça B. Poi però la sua carriera, tra colpi da biliardo e infortuni, l’ha fatta, i rapporti con Maurito sono sempre stati ottimi, solo che magari adesso gli toccherà il compito inverso. Invece di chiudergli l’area, in maglia nerazzurra gli toccherà mandarcelo per segnare”.







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