Hernanes: “Pentito di aver scelto l’Inter? No, perché insieme…”

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9 maggio 2015, 16:41
Hernanes

Il periodico brasiliano Terra ha intervistato Hernanes. Il centrocampista dell’Inter e della Selecao ha parlato della sua recente esclusione dalla nazionale a opera del CT Dunga, dei suoi propositi di tornare a vestire la maglia verdeoro e della sua scelta di venire all’Inter.

ANNATA DELUDENTE – E’ innegabile che gli ultimi mesi, per Hernanes, siano carichi di delusioni. A partire dal Mondiale casalingo in cui il suo Brasile, pronosticato alla vigilia come vincente, ha raccolto il suo peggior risultato sportivo di sempre – sconfitta con la Germania per 7 a 1 in semifinale -, passando dalla mancata convocazione per la Coppa America, a opera di Dunga, fino al difficile ambientamento a Milano. Con l’Inter infatti, complici il cambio di guida tecnica e una serie di infortuni, il centrocampista non è ancora riuscito a esprimere completamente il suo potenziale.

SOLO I MIGLIORI PER LA SELECAO – Il brasiliano commenta così il periodo post-Mondiale:
Ho passato cinque mesi senza giocare dopo la Coppa del Mondo. Giocavo una partita, ma poi stavo fuori per le altre due o tre. Inoltre sono stato infortunato per un po’ di tempo. Solo ora comincio ad avere una buona condizione. Dunga ha fatto bene a non convocarmi, perché nella Selecao devono andare i migliori, a meno che l’allenatore non abbia molta fiducia nel giocatore, ma non è il mio caso. Però sono pronto a tornare presto.

CREDO NELL’INTER – Alla domanda se si sia pentito di aver firmato per l’Inter, in un momento di transizione per la società nerazzurra, Hernanes ribatte:
Non mi pento della scelta, perché confido nel fatto che raggiungerò i miei obiettivi. Sapevo che l’Inter stava attraversando un momento di ristrutturazione e ho voluto essere parte di questo processo: riportare in alto l’Inter e fare in modo che torni a essere uno dei migliori club del mondo. Tre settimane fa ho rilasciato un’intervista al canale tematico del club (Inter Channel NdR), invitando i tifosi a guardare la riscossa della squadra, finché arriveremo a essere fra i migliori al mondo. E’ stato strano, perché non vivevamo un bel momento, ma ho parlato così perché credo nel nostro lavoro. Quindi non sono pentito: perché io ci credo.”

 

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