Hernanes: “Mi divertirò a vincere con l’Inter! Thohir…”

Articolo di
23 luglio 2015, 18:02
Hernanes

Anderson Hernanes nel consueto appuntamento One to one di Inter Channel ha rilasciato un’interessante intervista direttamente dalla Cina. Il trequartista nerazzurro si sofferma sui dettagli tecnici del suo stile di gioco e sull’evoluzione delle sue caratteristiche. Non manca un bilancio sul momento nerazzurro

PASSATO ED INFORTUNI«Finalmente nel finale della scorsa stagione satvo bene: senza continuità non potevo rendere al 100%. Ho avuto sempre infortuni che non ero abituato ad avere e dunque il primo anno è stato di adattamento. Quando sono stato bene fisicamente, ho iniziato a prendere lucidità e consapevolezza. Ora più che mai sento una forza fisica elevata. Non mi sono mai sentito così forte, così sicuro anche mentalmente di andare forte in contrasto sul pallone. Appena arrivato in Italia, chiedevo subito fallo al primo contrasto, ma poi ho iniziato ad avere un’impostazione diversa e mi piace anche il gioco duro con più falli e contrasti. Pensavo di essere lento e non mi piaceva: volevo sempre essere più veloce. Ora non mi sento meglio perchè le gambe rispondono al mio pensiero e riesco a percorrere gli spazi più velocemente. Mi chiedo se fossi lento o se non fossi ben allenato: con un nuovo tipo di allenamento ho acquisito maggiore brillantezza».

TEMPO DI VITTORIE«Penso stia arrivando il momento migliore della mia carriera: l’ho aspettato tanto! Mi divertirò a giocare e a vincere. Mancini è uno tosto, che non molla la sua filosofia di gioco. Anche da giocatore aveva molta qualità e ora la vuole in campo. Vuole vincere; non vuole solo il risultato ma anche il bel gioco. All’inizio è difficile vincere, ma una volta che si organizza il tutto, come stiamo facendo, si può vincere giocando anche bene».

RUOLO E ANEDDOTO«La posizione da trequartista una volta era quella che mi piaceva di meno, perchè volevo far girare il pallone, non avendo il passo negli ultimi 20 metri. Ora, con l’evoluzione del mio gioco, mi sento a mio agio: sono più vicino alla porta e posso tirare da fuori area. Il doppio passo l’ho sviluppato dal calcetto. Ho iniziato ad usarlo da quando avevo 12-13 anni e da lì in poi l’ho usata sempre. Il mio allenatore di calcetto mi ha detto in vacanza: “E’ incredibile! Ti mettevi a fare le finte alle colonne del palazzo e ore fai le stesse cose in campo”. Il paso doble, dunque, è nato lì, allenandomi da solo».

OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE«Dico sempre  che la consapevolezza collettiva è un’arma potente: quando tutti hanno lo stesso obiettivo, prima o poi arriva e ora si sta creando quest’ambiente. Il Presidente sta investendo sulla squadra e nei centri sportivi: vuole portare l’Inter ai massimi livelli. I tifosi vogliono tanto che si torni a vincere: stiamo remando tutti nella stessa direzione».