Hernanes: “Ho voglia di fare, conquisteremo la Champions”

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29 maggio 2015, 13:22
hernanes

L’Inter ha ritrovato un grande giocatore che in quest’ultimo periodo è riuscito a mostrare le sue qualità, si tratta di Hernenes. Il brasiliano oggi compie 30 anni e in questa occasione importante è stato ospite di InterNos su Inter Channel. Il profeta si è messo a disposizione di rispondere ai Tweet ricevuti da parte dei tifosi nerazzurri su @Inter utilizzando l’hashtag #askHernanes. 

IL FATTORE PSICOLOGICO«Sono contento per la reazione che ho avuto, ero molto deciso a fare bene con la maglia dell’Inter. Gli infortuni all’adduttore destro mi hanno limitato, ma poi sono riuscito a regalarmi una gioia e ad essere fondamentale in alcune partite. Il fattore psicologico è stato fondamentale. Gli infortuni mi hanno fatto perdere il ritmo, in allenamento ho dato il massimo, ma mi è mancato il campo e giocare con i miei compagni per rientrare in condizione».

I GIOCATORI CHE STIMO«Ora è Messi, in passato ho ammirato Zidane. Messi non lo stimavo tanto, ma quest’ultimo periodo mi ha sorpreso e mi ha convinto, ora il giocatore che più stimo è lui. Il mio modello è Felipe, un giocatore che si è ritirato, io mi sono impegnato a diventare mancino come lui, perché volevo essere come lui, elegante».

LA PIU’ GRANDE SODDISFAZIONE«Questo è il periodo più bello della mia carriera, ho superato un momento bruttissimo con le mie forze e ora sono al centro del progetto Inter. Ho dimostrato a me stesso la forza che ho e di cosa sono capace, sono ritornato in forma. Sono un giocatore che dipende molto dalla condizione fisica, devo allenarmi costantemente per poter essere al top, in questa stagione non è andata così, ma nel finale sono riuscito a riscattarmi».

IL GOL PIU’ BELLO«Sceglierne uno così su due piedi e difficile. Ne dico tre, uno contro la Roma segnato di sinistro, quello con la Lazio, e uno con la maglia del San Paolo. l gol contro il Napoli invece è stata una forte emozione perché è arrivato allo scadere».

LA PASSIONE PER IL CALCIO«E’ incominciato tutto da piccolo in una scuola di calcio a cinque, ci ho giocato da 8 fino a 14 anni. Il pomeriggio mi allenavo e la sera andavo a giocare a calcio per strada. Io sono del nord-est del Brasile, abbiamo l’abitudine di avere due squadre, tifavo la squadre del mio paese, ma la mia squadra del cuore era il San Paolo». 

IL COMPAGNO PIU’ VICINO«Juan Jesus è brasiliano come me e vado molto d’accordo con lui. Lui mi prende il giro per il modo in cui corro in campo e mi fa sempre scherzi. Io sono un giocatore che cerca di dosare la corsa e lui mi continua a prendere in giro per questo».

OBIETTIVO CHAMPIONS«Io ci credo davvero, quest’anno se avessimo avuto continuità saremmo riusciti a raggiungere il posto in Champion League. Stanno cambiando alcune cose già da quest’anno, l’anno prossimo saremo pronti e occuperemo i primo posti in classifica. L’inter ha un organico da invidiare, abbiamo molta rabbia perché ci credevamo, abbiamo potenzialità, ma non siamo riusciti ad esprimere il nostro talento. I giocatori sono tutti bravi, non siamo riuscita ad arrivare in Champions e questa posizione in classifica non ci appartiene, mi fa rabbia». 

L’ESULTANZA – «C’è stato un signore che in India è morto facendo una capriola, ho pensato di fare un video per dimostrare come farla. Bisogna allenarsi su un terreno morbido. Per me è come andare in bici, sono undici anni che lo faccio». 

I TIFOSI SONO FONDAMENTALI«Abbiamo avuto molto affetto nell’evento Inter Night, i tifosi ci hanno dato fiducia e noi dobbiamo fare di più per loro. Questa stagione è stata negativa, ma gli regaleremo delle gioie. La nuova maglia è molto bella, ma anche l’altra mi piaceva molto. Questa è più tradizionale e mi convince, mi piace!»

IL RUOLO«Io sono abituato a giocare vicino alla porta, il ruolo che preferisco è il trequartista. Non riuscirei a giocare nella stessa posizione di Pirlo, lui ha una grande lettura di gioco e sa come e quando passare il pallone ai compagni. Mancini mi fa giocare dietro alle punte, ma mi chiede anche di dare una mano alla fase difensiva che è molto importante per non rompere gli equilibri della squadra».

 

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