Gregucci: “Inter? Dispiace sia durata poco. Squadra da CL”

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8 settembre 2016, 14:11
Gregucci

L’ex vice allenatore dell’Inter Angelo Gregucci ha parlato della sua, breve, esperienza in nerazzurro nel corso del suo intervento sulla radio ufficiale di “TuttoMercatoWeb” prendendo le difese del preparatore atletico Ivan Carminati e del suo staff.

DIVORZIO SERENO – «C’è poco da parlare: è durata pochissimo, è un peccato professionalmente. E’ stata un’estate turbolenta dal punto di vista mediatico ma ho visto un accordo sereno e delle dichiarazioni serene, si è cercato di andare avanti, non c’erano le condizioni e arrivederci, amici più di prima. Evitabile? Questo non lo so, io ho dato la disponibilità a Roberto Mancini. Il mio unico obiettivo era lavorare con dei ragazzi, meravigliosi sotto il profilo professionale, che stavano rientrando dalla Coppa sudamericana e dal campionato europeo. Sopratutto nel finale di luglio ho focalizzato tutte le mie energie per cercare di dare loro una condizione accettabile al ritorno del resto della squadra dalla tournée americana per poter accelerare i carichi di lavoro».

LA PREPARAZIONE – «Io non posso rispondere a Gullit, io devo analizzare oggettivamente quello che è successo. All’Inter ci sono dei professionisti di altissimo livello, noi abbiamo Ivan Carminati che penso sia da tempo uno dei migliori preparatori atletici del panorama mondiale, e altri professionisti di livello assoluto. Quindi io penso che loro con grande qualità di lavoro, grande scrupolo e dovizia di particolari. Sono sicuro che loro hanno fatto il massimo. Ci sono dei dati, facilmente scaricabili, dove si può vedere che secondo me è stato fatto un ottimo lavoro. Se poi vogliamo discutere dell’organizzazione della tournée o del campionato europeo o del tempo che hanno bisogno i calciatori del campionato italiano la discussione è aperta ma per quanto riguardo il lavoro secondo è stato perfetto».

LOTTA CHAMPIONS – «Penso che l’Inter possa ambire al posto in Champions. Ha l’ossatura, la storia e i giocatori. Penso che non bisogna mai dare dei giudizi al mese di settembre. Ha una base solida su cui lavorare, dopo che siamo andati via ha speso quasi 100 milioni per comprare due grandissimi profili, Gabigol e Joao Mario, e quindi è in evoluzione. Bisogna dare tempo, avere pazienza e dare programmazione».