Ganz: “Gli italiani sentono di più il derby. Pioli l’uomo giusto”

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20 novembre 2016, 13:22
Ganz

Il doppio ex Maurizio Ganz ha parlato del derby di stasera nel corso del suo intervento su Sky Sport 24 soffermandosi in particolare sui due tecnici e sul fatto che i giocatori stranieri sentano questa partita molto meno rispetto agli italiani.

UN CALCIO DIVERSO – La mancanza di uno zoccolo duro di italiani all’interno dello spogliatoio porterebbe i tanti stranieri in rosa a considerare il derby di Milano come una partita normale privandola così di quella spinta emotiva che i tifosi delle due squadre si aspetterebbero dai loro giocatori: «Di Rivera e Mazzola ne nascono ogni cento anni, io credo che il derby sia fatto di giocatori italiani ora chiaramente il calcio è diverso, ci sono tanti ottimi giocatori stranieri ma si è persa quel prepararsi per difendere la propria città. Ora ci sono tanti professionisti ma quando perdevi un derby ci pensavi tutta la settimana o tutto il mese mentre adesso per gli stranieri vincere o perdere un derby cambia poco. I cinesi? Moratti e Berlusconi, come i giocatori, sono difficili da sostituire: hanno fatto la storia del calcio milanese, hanno vinto tutto. In questo momento c’è bisogno di investire e se i soldi non possono arrivare dall’Italia ben venga la Cina, l’importante è che ci sia l’organizzazione e la voglia di far crescere i club per riportarli ai fasti di una volta».

PIOLI E MONTELLA – «Sono due che hanno vissuto i derby da giocatori: Stefano con la Juventus e Montella con la Sampdoria e la Roma, quindi sanno benissimo a cosa vanno incontro. Forse oggi rischia molto di più Pioli perché un esordio al derby è sempre difficile, io poi Stefano l’ho avuto al Modena agli esordi della sua carriera da allenatore, ha fatto dei passi da gigante e credo che in questo momento sia la persona giusta per uscire da questo momento duro. Io credo che Stefano passando per un ambiente duro e difficile come quello di Roma abbia preso esperienza e possa essere anche tranquillo sotto tutti gli aspetti. Credo abbia fatto benissimo con la Lazio e sia pronto mentalmente per guidare l’Inter. In questo momento c’è bisogno di chiarezza, di un condottiero che possa farle risalire la china. Certo, partire da un derby non è facile: se dovesse vincere entrerebbe subito nell’olimpo ma se dovesse perdere rincomincerebbe quasi da zero, credo comunque che sia l’uomo giusto al momento giusto. Vincenzo ha cambiato le sorti del Milan ma non solamente perché sa allenare i giovani e dà un gioco alla squadra ma perché quest’anno ha ricompattato lo spogliatoio che credo sia la cosa fondamentale per la riuscita di un campionato importante e lui credo che abbia lavorato bene».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.