Galli: “Meglio il Napoli, ma l’Inter fa sempre paura!”

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30 novembre 2015, 20:37
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Negli studi di “Serie A Live”, in onda su Mediaset Premium, si parla della super sfida tra Napoli e Inter. Giovanni Galli, ex portiere e ora commentatore sportivo, analizza la partita e le differenze principali tra le due squadre

ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA – «Le difese si allenano, il lavoro di Sarri si è visto già a Empoli l’anno scorso, squadra alla quale ha dato un grande assetto difensivo, con grande ordine applicazione e lavoro. Ha riportato la stessa organizzazione difensiva a Napoli. Quando uno lavora bene poi si vede sul campo. La difesa del Napoli è la stessa dell’anno scorso, a parte Hysaj, poi è pure ritornato un fuoriclasse come Pepe Reina».

CAMPIONATO APERTO – «Diciamo che questa partita vale per lo Scudetto d’inverno. Poi c’è tutto un girone di ritorno, c’è il mercato di gennaio che può cambiare gli equilibri, la Juventus che sta tornando. In sei punti ci sono cinque squadre che hanno fatto vedere di essere squadre importanti, che tra loro si toglieranno un sacco di punti. Quando l’anno scorso dicevamo che nessuno poteva raggiungere la Juventus era vero, quest’anno invece abbiamo detto che poteva rientrare proprio perché le squadre si tolgono punti tra di loro. È proprio questo il bello di questo campionato».

SARRI E MANCINI – «Sono allenatori che hanno filosofie diverse. Uno crede nel lavoro della squadra, Sarri, dall’altra parte invece c’è Mancini che sa di dover affrontare un test importante. Inoltre, dopo una campagna acquisti importante, ha l’obbligo immediato di vincere, e quindi senza aspettare ha scelto giocatori compatibili e gioca sugli avversari. L’Inter è studiata e realizzata a tavolino, e se hai giocatori importanti come quelli di Mancini ti giochi tutto nell’uno contro uno. L’Inter fa sempre paura».

ESPERIENZA – «L’Inter cinque anni fa ha vinto lo Scudetto, di quelli che avevano vinto non ci è rimasto nessuno, è cambiato tutto, squadra società Presidente. La storia certamente aiuta, ma conta forse nelle ultime cinque giornate, dove chi è abituato a stare lì sa gestire punti fondamentali».

REINA E HANDANOVIC – «Reina e Handanovic sono due portieri di altissimo livello, ma differenti. Reina ha una grande personalità al di là delle parate e degli interventi, ha una presenza in campo da giocatore di movimento. Handanovic è un grandissimo portiere, i numeri parlano per lui, solo la percentuale sui rigori parati dice molto. Sono portieri con stili diversi, uno aggredisce la partita, l’altro rimedia ai tiri in porta degli avversari».