Galante: “Napoli fortissimo, ma l’Inter ha entusiasmo”

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18 ottobre 2017, 13:21
Fabio Galante

Sabato l’Inter affronterà il Napoli al San Paolo, un campo ormai quasi “maledetto” su cui l’Inter, almeno in Serie A, non vince da 20 anni. L’ultima vittoria nel 1997 fu firmata da Fabio Galante, Tuttosport ha intervistato proprio l’ex difensore dell’Inter per analizzare il big match di sabato sera

Galante, sabato sera si giocherà Napoli-Inter. Che sia la volta buona per la sua ex squadra?- “Chi lo sa, magari. Sicuramente l’Inter sta attraversando un momento non ottimo, ma strepitoso. Il problema è che trova di fronte una squadra mai stata cosi forte negli ultimi dieci anni, un Napoli quasi imbattibile. Sulla carta è forse più difficile sabato che negli anni scorsi, quando l’Inter aveva formazioni decisamente migliori, penso al periodo di Mourinho, ma non riusciva a vincere”.

Cosa può far credere all’Inter nell’impresa?- “L’entusiasmo per la vittoria nel Derby e il lavoro giornaliero di Spalletti. La classifica adesso è un fattore nella mente dei giocatori dell’Inter, la convinzione di essere una buona squadra aiuta in gare del genere”.

L’impegno in Champions del Napoli potrebbe incidere?- “Potrebbe, ma il Napoli ha giocatori ormai abituati a scendere in campo tre volte alla settimana. Piuttosto per l’Inter il vantaggio sarà quello di preparare la gara con più giorni rispetto al Napoli. E Spalletti in questo è bravissimo, sa trovare gli accorgimenti tattici per limitare i punti di forza degli avversari”.

Una mano al tecnico la potrebbe dare anche questo Icardi…- “Indubbiamente. Avere il capitano, il giocatore simbolo, che sta bene, che fa gol e che si sacrifica per la squadra è un grande stimolo per tutti i compagni. Spalletti con un giocatore così può fare grandi cose”.

Lei ha giocato con Ronaldo e marcato grandi attaccanti: Icardi le ricorda qualcuno?- “Mauro può essere una via di mezzo fra Crespo e Batistuta, per fisico, abilità in area di rigore e colpo di testa”.

Lei conosce bene Spalletti, avendoci giocato insieme a Empoli in C1 nel biennio ’91-93. E’ lui il vero punto di forza dell’Inter?- “Spalletti è stato come un fratello maggiore. Mi ha insegnato la cultura del lavoro, mi ha fatto capire che dovevo seguire certi principi. Con me e Montella, i giovani di quel gruppo a Empoli, è stato un maestro. Ha accumulato tanta esperienza, per me è uno dei migliori tecnici al mondo e non lo dico ora per le 7 vittoria in 8 gare. Inoltre, conoscendo bene l’ambiente interista, posso dire che per carattere e carisma Spalletti è l’allenatore giusto al posto giusto”.

Anche Skriniar è stato un ottimo innesto in questa Inter- “Non lo conoscevo così bene, ma Angelo Palombo durante il corso di allenatore a Coverciano mi ha spiegato che l’anno scorso alla Sampdoria è cresciuto tantissimo e che per lui il suo rendimento non è sorprendente. Bisogna fare i complimenti ai dirigenti dell’Inter che lo hanno preso, la bravura sta nell’acquistare chi ancora non è un nome, vedendo prima di altri il potenziale”.

Mertens sarà un esame difficile da superare?- “Quando giocavo la gente pensava che, essendo io alto e grosso, avessi più difficoltà a marcare Inzaghi o Montella rispetto a Batistuta o Bierhoff. Invece se la squadra difendeva bene diventava più semplice neutralizzare quel tipo di giocatori. E’ chiaro, nell’uno contro uno nello spazio Mertens potrebbe diventare imprendibile, ma se l’Inter difenderà bene di squadra il compito di Skriniar sarà meno complicato. Ho visto alla Pinetina come Martusciello allena la fase difensiva, è un vero esperto. Sono certo che Spalletti proverà mille volte la chiusura sui lanci di Insigne a scavalcare i centrali per il taglio di Callejon, ma questo non vorrà dire che l’Inter potrà fermare gli azzurri se la loro giocata sarà perfetta per velocità e precisione”.

Lei parla già da allenatore: quando la vedremo in panchina?- “Ho fatto il ds per due anni e mezzo al Chiasso, voglio completare il mio percorso e per questo sono a Coverciano a studiare tanti amici tra cui Toni, Chivu, De Santis e Amelia. Poi vedremo che mi riserverà il futuro”.