Ferri: “L’Inter è una squadra che non può giocare a tre”

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23 agosto 2016, 01:26
Riccardo Ferri

L’ex difensore dell’Inter Riccardo Ferri, in nerazzurro dal 1981 al 1994, ha individuato nella scelta di giocare con la difesa a tre una delle principali cause della sconfitta di domenica per 2-0 contro il Chievo. A “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” ha fatto notare come i nerazzurri non sarebbero adatti a questo schema e in aggiunta la squadra si starebbe portando dietro tante sensazioni negative dovute al cambio di allenatore.

SQUADRA DISORIENTATA«Faccio una premessa: io credo che l’Inter rimanga comunque una delle squadre che possono impensierire questo campionato. Detto ciò non è un alibi ma è una squadra che ha avuto delle turbolenze estive da non sottovalutare, Roberto Mancini aveva a disposizione pochissimi giocatori che hanno avuto un minutaggio superiore alla media perché tanti erano assenti o per la Copa América o per gli Europei, detto ciò l’atteggiamento di Mancini e tante altre cose hanno creato sicuramente un alone di negatività e di mancanza di autostima da parte dell’ambiente».

QUANTI ERRORI«Ieri c’è stata poi una grande partita del Chievo, che secondo me rimane difficile da affrontare sul suo campo a inizio campionato, ma credo che Frank de Boer abbia sbagliato perché ha cambiato la sua idea tattica, all’Ajax non aveva mai giocato col 3-5-2. L’Inter è una squadra che non può giocare a tre, Danilo D’Ambrosio ha giocato nel 3-5-2 alto a destra e João Miranda a sinistra con Andrea Ranocchia lascia troppi spazi. Se non ci sono giocatori in uscita secondo me rimane difficile che l’Inter possa andare su João Mário. Questa è stata una partita con una serie di errori, c’erano tante soluzioni e ci sono state una serie di errori in una giornata unica. Qui si tratta di ritrovare l’autostima nello spogliatoio, la difficoltà di un allenatore che arriva e ha avuto pochi giorni per lavorarci. Magari non fa paura l’Inter però è vero che a volte i pronostici si ribaltano, non siamo a livello della Juventus e non abbiamo l’organizzazione della Roma ma abbiamo più qualità della Roma e forse anche più di Napoli e Milan. Il problema è che de Boer deve scegliere un atteggiamento tattico e seguirlo».