Ferri: “Inter delegittima de Boer, Eder fuori luogo. Mandorlini…”

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25 ottobre 2016, 02:25
Riccardo Ferri

Riccardo Ferri – ex difensore dell’Inter -, ospite negli studi di “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” su Italia 1, fa il punto sulla situazione critica dell’Inter, trasformandosi in consigliere per la proprietà: in caso di esonero di de Boer, spazio a Mandorlini

DE BOER PAGA PER TUTTI – Anche secondo Riccardo Ferri il futuro dell’olandese è praticamente segnato a causa: «Prendere come capro espiatorio Frank de Boer oggi è la cosa più semplice, ma bisogna analizzare la situazione a 360 gradi: sembra che la squadra l’abbia delegittimato. L’Inter non può subire quello che sta subendo in queste partite: ha subito tutte le squadre da inizio stagione. Preoccupa l’atteggiamento di de Boer, che non riesce a leggere le partite e i meccanismi per cambiare e dare una svolta. Lo terrei? Io sono un conservatore, vedremo… Domani sarà una partita difficile e piena di tensione, il Torino è in gran forma, ma non facciamo il funerale prima di giocare».

TRE ERRORI IN UNO – «Eder è stato fuori luogo, non deve dire quello che ha detto: deve dirlo nello spogliatoio che non c’è un gruppo, dirlo alla stampa è controproducente per gli interessi della squadra e della società. La squalifica di Gary Medel? In quel gesto dimostra che non riesce a gestirsi dal punto di vista emotivo e fa una cose in più che non dovrebbe fare. Il rigore causato da Davide Santon? Si tratta di un errore dettato dallo stanchezza: è criticabile come tutti quelli che fanno errori, ma si sta impegnando e sta dando tutto dall’inizio alla fine».

MANDORLINI CONSIGLIATO – «Mauro Icardi in questo momento non è adatto per trascinare l’Inter fuori dal tunnel: serve il gruppo trainante con la società e l’allenatore, sempre se viene riconfermato. Se de Boer non viene confermato, sono dell’idea che serva un allenatore italiano al suo posto. Io ho un nome in testa: Andrea Mandorlini, ma non solo perché è un ex dell’Inter oltre che un amico. Mandorlini è un grande allenatore, ha raggiunto molti successi in panchina. Inoltre, conosce già l’ambiente e ha personalità. Mandorlini ha dalla sua i numeri, non si siederebbe sulla panchina dell’Inter perché ci ha giocato: ha sempre avuto successo nelle squadre che ha allenato, non solo all’Hellas Verona, in cui ha lasciato segnali importanti. Stefano Pioli, con tutto il rispetto, non conosce l’ambiente».

SPOGLIATOIO IN RIVOLTA – «I giocatori non sposano più il progetto, non ascoltano più de Boer: bisogna tenere in considerazione l’umore dello spogliatoio. Anche nella Juventus ci sono stati esoneri di allenatori su cui era stato fondato un progetto, succede… De Boer dà indicazioni, ma il gruppo non fa quello che dice: io spero che da mercoledì l’Inter vinca e inizi una cavalcata che gliele faccia vincere tutte. La squadra concede troppo, deve sacrificarsi sia con sia senza palla. A de Boer non abbiamo visto cambiare nulla a partita in corso: l’atteggiamento è lo stesso quando sta vincendo quando sta pareggiando e quando sta perendo. Nello spogliatoio serve uno che entri e dia una sterzata per far cambiare le cose».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.