Ecco il caso Kondogbia: de Boer lo punisce in campo – CdS

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26 settembre 2016, 10:37
Kondogbia

Il “Corriere dello Sport” fa il punto del caso Kondogbia, scoppiato fragorosamente a metà primo tempo di Inter-Bologna. De Boer ha scelto la linea dura col francese visto che le parole non sono servite.

CASO? – Dopo il caso Brozovic, quello legato a Kondogbia. Titolare complice il fastidio muscolare al gemello del polpaccio sinistro che ha bloccato Joao Mario, il francese ex Monaco è stato sostituito dopo 28′ incolori nei quali aveva anche perso la palla dalla quale è nato il gol dell’1-0 di Destro. Geoffrey non l’ha presa bene e, dopo aver salutato Gnoukouri, ha lasciato il campo senza passare dalla panchina nonostante Jovetic si fosse alzato per invitarlo a fermarsi lì a vedere il resto del match. E’ rimasto negli spogliatoi e appena gli è stato dato il via libera, ha lasciato San Siro, con il morale sotto i tacchi, senza passare dalla mixed zone.

MOMENTO DIFFICILE – Il “Corriere dello Sport” sottolinea che è un momento non semplice questo per Kondogbia, escluso dalla lista dell’Europa League e relegato al ruolo di riserva da Joao Mario. I dirigenti hanno intenzione di aiutarlo perché lo considerano un patrimonio del club e oggi de Boer parlerà con lui. In attesa di capire se scatterà una multa in base al regolamento interno dello spogliatoio (con l’olandese vengono puniti tutti i tipi di ritardi, l’utilizzo del cellulare in luoghi inopportuni e altre mancanze).

DE BOER DURO – Il tecnico ha spiegato che la sostituzione è avvenuta per motivi esclusivamente tecnici: «Quando uno gioca nell’Inter vuol dire che è un professionista e come tale deve essere trattato. Kondogbia è giovane? Ha 23 anni, non 19 o 20. Io mi comporto con tutti nello stesso modo: se uno fa un errore, per me non è un problema, ma dello sbaglio che ha commesso lui, ne abbiamo parlato molte volte, l’ultima stamani. Se uno non ascolta un modo per farlo ascoltare va trovato. Questo (riferito al cambio dopo 28′, ndr) è un segnale per lui e per la squadra perché non posso accettare questa cosa, specialmente dopo che gli avevo detto di giocare semplice quando è spalle alla porta. Può essere che abbia subito fallo, ma per me non è importante perché aveva 2-3 compagni liberi».

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Giulio Di Cienzo

Giulio Di Cienzo

Giulio Di Cienzo, nasce a Milano e si costruisce negli anni una passione per il calcio equamente divisa tra razionalità e passione. La parte più calda sta in Sudamerica, l’unico tifo è per l’inter.