Ecco chi è Vecino, plasmato da Sarri e Sousa – GdS

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24 luglio 2017, 10:19
Vecino

La “Gazzetta dello Sport” fa un ritratto di Matias Vecino, centrocampista ormai prossimo a trasferirsi all’Inter. L’uruguaiano è stato plasmato in Italia da Maurizio Sarri e Paulo Sousa.

DUE MAESTRI – Lo chiamano El Viejo perché è sempre stato un giovane vecchio. L’altro soprannome è Mate, per la bevanda sudamericana che lo fa impazzire. Due facce di Matias Vecino, 25 anni, la nuova sfida di Luciano Spalletti sulla panchina dell’Inter. Il centrocampista uruguaiano è il risultato del lavoro di due allenatori che hanno visto in lui qualcosa di speciale: Maurizio Sarri e Paulo Sousa. E che hanno trasformato una pietra grezza in un gioiellino da ventiquattro milioni di euro. La stagione che sta per cominciare dirà se effettivamente li vale. Ma da quanto Matias ha fatto vedere negli ultimi anni la risposta è più sì che no.

PRIMA EMPOLI – Vecino sbarca a Empoli nell’agosto del 2014. La Fiorentina che lo aveva acquistato dal Nacional Montevideo per 2,5 milioni continua a farlo girare per l’Italia in attesa di «inquadrarlo». Il giovanotto ha dei numeri, ma non convince al cento per cento. Matias entra nel laboratorio di Sarri in punta di piedi. Ma è amore a prima vista. L’uruguaiano perde qualche chilo e inizia a lavorare ore e ore sui movimenti in mezzo campo. L’allora tecnico dell’Empoli lo modella usando video, disegni alla lavagna, schemi buttati giù sul block-notes. Facendogli ripetere cento volte determinati esercizi. Vecino è il prototipo del tuttocampista. Ha fisico, corsa e un tiro dalla distanza che fa male. Molto male. Sarri quando andrà al Napoli cercherà di portarselo dietro. Fallendo di poco l’assalto.

POI FIRENZE – Vecino torna in maglia viola nell’estate del 2015. In panchina c’è Paulo Sousa. E anche con il portoghese scocca subito la scintilla. Il nuovo tecnico della Fiorentina si prende un mese di tempo per riprogrammare il centrocampista Vecino. Sarri lo aveva impostato come mezzala nel suo classico centrocampo a tre; Sousa lo trasforma in centrocampista centrale nel suo 3-4-2-1. L’uruguaiano salta addirittura le prime gare di campionato proprio perché deve imparare a occhi chiusi i nuovi movimenti. Ma quando entra non esce più. Dimostrando di essere come una spugna: assorbe velocemente le indicazioni dei suoi maestri. Per due anni è un protagonista vero in casa viola. Tanto che la clausola di 24 milioni di euro, che sembrava una blindatura totale, diventa improvvisamente friabile,