Ecco chi è Mirabelli, l’uomo che l’Inter sta perdendo – GdS

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11 settembre 2016, 11:51
Mirabelli

L’Inter si prepara a dire addio a Massimiliano Mirabelli, capo degli osservatori nerazzurri. Per lui è pronto il ruolo di direttore sportivo al Milan, chiamato dall’ex Fassone. La “Gazzetta dello Sport” racconta così questo personaggio, fino ad ora vissuto nell’ombra.

ESPERIENZA «Lo chiamo Big Max perché nelle serie minori ha vinto dappertutto. Ma è il feeling con Marco Fassone a dare a Massimiliano Mirabelli l’occasione della vita. A 47 anni il talent scout cosentino ha maturato un’invidiabile esperienza internazionale. Soprattutto dal 2012 in poi. C’è ancora il duo Branca-Ausilio quando Max entra nello staff degli scout nerazzurri di Moratti e scompiglia subito le carte. Dopo aver seguito per mesi il Saint Etienne si infervora per un trio: Aubameyang, Ghoulam e Zouma, allora semi-sconosciuti. Non se ne fa nulla, troppi rischi sentenziano dall’alto. Così a fine stagione Mirabelli prende al volo l’occasione del Sunderland, dove comincia a pianificare un sistema high-tech per coordinare le segnalazioni in tutto il mondo. Forte di questa esperienza, l’anno successivo torna in casa nerazzurra sponsorizzato da Ausilio, ma scelto dal neo d.g. Fassone che lo preferisce ad Angeloni come capo degli osservatori.

TANTI TALENTIOvviamente, lui introduce subito il sistema informatizzato che permette di aggiornare in tempo reale anche la proprietà in Asia (prima Thohir, ora Zhang). Con meticolosità rivoluziona il settore, mandando in pensione le bandiere morattiane e dando fiducia a uno staff giovane. Soprattutto, dai suoi taccuini nascono golose opportunità di mercato. Si batte per ingaggiare Murillo, Perisic e Brozovic, mentre segnala in anticipo talenti come Bentancur e Gabriel Jesus. Così come si innamora di Tielemans e adocchia per tempo sia il croato Brekalo (ora al Wolfsburg) che il serbo Grujic (preso dal Liverpool). Giorno dopo giorno si conquista la fiducia di tutti in casa Inter e si dimostra prezioso anche nella gestione delle questioni di campo. A volte contraddice anche Mancini, ma sempre con spirito costruttivo. A dimostrazione che dal lavoro oscuro emerge il ritratto di un professionista con tanta voglia di viaggiare e mettersi al servizio del nuovo team. Una volta in rossonero c’erano i successi del duo Galliani-Braida, ora il calcio italiano s’inchina ai colpi di Marotta-Paratici. Nel nuovo Milan Fassone ha l’ambizione di far scoprire a tutti quant’è bravo (anche) Mirabelli».