Ecco chi è Frank de Boer – GdS

Articolo di
8 agosto 2016, 10:08
De Boer

La “Gazzetta dello Sport” traccia un ritratto della figura di Frank de Boer per presentarlo ai tifosi interisti. Vincente all’Ajax, pronto ad adattarsi tatticamente come modulo, ma con un’idea di calcio forte e precisa.

OLANDESE – Più Van Gaal che Cruijff. Meno profeta di Johann, meno rigido di Louis, più simpatico con i giornalisti. Uo­mo di mondo con l’Ajax nel sangue e tante esperienze ac­cumulate in anni di carriera, prima come difensore, poi co­me allenatore. Questo in breve il profilo di de Boer secondo la “Gazzetta dello Sport”.

CARRIERA LINEARE – Nella sua carriera da tecnico de Boer è abituato ad andare per gradi. A differenza di altri olandesi, per esempio Van Basten, ha voluto per se stesso un percor­so lineare: allenatore nel set­tore giovanile del club della sua vita, poi assistente in na­zionale (era l’influente vice di Van Marwijk al Mondiale 2010). L’Ajax dei grandi arriva all’improvviso, quando Mar­tin Jol se ne va sbattendo la porta due giorni prima di una decisiva gara di Champions League contro il Milan a dicembre 2010. E da lì scocca una scintilla. Quattro titoli consecutivi, poi le stagioni della stanchezza. E dopo aver perso un titolo sul filo di lana decide che è il momento di lasciare.

TATTICA – De Boer è l’uomo che ha fatto crescere talenti: Eriksen e Blind e altri. E’ l’uo­mo della difesa alta e del calcio verticale, ma non è un fanatico del sistema. All’inizio aveva scelto il 4­-3­-3 perché è così che si gioca a Amsterdam. Poi però non ha avuto problemi a cambiare. 3­-4­-3, 4­-2­-3-­1, 4­-3­-3, magari altro: do­po aver passato una vita da calciatore in giro per il mondo, de Boer ha imparato l’arte della flessibilità. Su un punto è irre­movibile: vuole avere tempo per costruire, senza la fretta ti­pica ad esempio del calcio ita­liano. Non è un filosofo del pallone, de Boer, ma ha una sua coerenza: vuole vedere la sua squadra giocar bene, an­che se non possiede il furore assoluto di altri grandi del cal­cio olandese. Parla quattro lingue (olandese, inglese, spa­gnolo, tedesco) e non farà fati­ca a impararne una quinta.

ASSISTENTE – Avrà biso­gno di un uomo Inter che lo guidi nei primi tempi in un terreno sconosciuto, porterà con sé quasi certamen­te Orlando Tru­stfull, che aveva ingaggiato al­l’Ajax scontentando l’ex interi­sta Bergkamp.