De Grandis: “Gregucci indizio importante per il futuro di Mancini”

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18 luglio 2016, 16:55
De Grandis

Ospite negli studi di Sky Sport 24, Stefano De Grandis ha analizzato la situazione di Roberto Mancini all’Inter. Secondo alcune indiscrezioni, il tecnico sarebbe scontento del momento di confusione generato dal cambiamento ai vertici societari, ma secondo il giornalista sportivo difficilmente le strade di Mancini e del club nerazzurro si divideranno

MOMENTO INTERLOCUTORIO – «In questo momento Mancini parla con Thohir, che però non è più il padrone e gli fa da interprete con i nuovi azionisti cinesi. L’Inter vive un momento interlocutorio. Mancini ha chiesto 3 giocatori sul mercato: Tourè, Candreva e Zabaleta. Sono stati tutti bocciati dalla società per il rapporto fra età e prezzo. Questo vuol dire che il mercato non lo fa più lui. A New York è previsto un incontro con la nuova proprietà e da lì sarà possibile capire qualcosa di più del futuro. »

MERCATO – «L’Inter per Candreva non vuole spendere tanto, infatti la massima offerta presentata alla Lazio sembra sia stata di 15 milioni più 3 di bonus. Molto inferiore a quella di 24 milioni del Napoli. Conoscendo Lotito sarà difficile arrivare al giocatore. Ma pensiamo anche a Joao Mario, che è stato trattato dal manager di Tevez: Ausilio che ruolo ha? Mi pare non siano chiare le responsabilità e ora è necessario chiarirle.»

GREGUCCI – «Mancini? Io credo che l’arrivo di Gregucci sia un indizio importante. Se va via una figura e prendi un suo collaboratore storico come Gregucci, significa che c’è voglia di confermarlo. Visto che Mancini non si dimetterà è difficile che se ne vada, a meno che non ci sia un litigio. Con Gregucci Mancini ha lavorato insieme alla Lazio e a Manchester. Lui preferisce tornare a fare il collaboratore con Mancini, lasciando l’Alessandria, ma anche lui deve capire come stanno le cose, anche perché i dirigenti sono tutti in USA e dopo l’incontro con Mancini è prevista una riunione con i suoi collaboratori.»

ICARDI – «Il colpo dell’Inter? Penso sia la permanenza di Icardi. L’anno scorso ci furono attriti con il tecnico, perchè a Mancini, che ama i giocatori che lavorano per la squadra, non piacevano alcuni movimenti dell’attaccante. Ma tutto sembra sistemato e poi, se lo cedi per 45 milioni devi trovare uno che segni gli stessi gol per sostituirlo. A quella cifra un attaccante dello stesso valore non lo trovi.»