De Boer, dalla dirigenza perplessità su tre temi – GdS

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18 ottobre 2016, 11:08
de Boer

La “Gazzetta dello Sport” scrive che la dirigenza ha tenuto a rapporto anche Frank de Boer. Le perplessità sono diverse, e al tecnico olandese è richiesto di trovare una svolta al più presto.

TRE PUNTI – Prima della seduta mattutina de Boer ha avuto un colloquio con Zanetti, Gardini e Ausilio. La dirigenza secondo la “Gazzetta dello Sport” gli ha avanzato le perplessità su tre macro­temi: le scelte tec­niche (alla luce della gara con­tro il Cagliari), la gestione delle partite e la condizione fisica.

PERPLESSITA’ TECNICHE – La gestione tecnica riguarda le carte usate domenica pomerig­gio nel momento di ribaltare lo svantaggio. A de Boer sono sta­ti chiesti i motivi dell’accanto­namento di gente come Kondo­gbia e Brozovic: un accantona­mento che sembra ormai aver superato il limite della spiega­zione comportamentale. E an­che della scelta di inserire Jo­vetic e non Palacio, portando alla creazione di una squadra impostata nel finale su un 3­-4­-3 (o 3­-3­-1­-3) poco compren­sibile.

IL PARI SERVE – Il secondo tasto pigiato dai dirigenti è stato quello del­ la gestione delle gare. De Boer, intriso della cultura sportiva olandese e spagnola, è convinto che si debba fare tutto il possibile per ribaltare una gara di rincorsa. Ovvero, il pareggio ­ specie in casa ­ non servirebbe a nulla. La società invece gli ha spiega­to che in Italia, quando non si può (o non si riesce) a vincere, è saggio accontentarsi anche di un pareggio. Con una classifica così corta vale la pena di muoversi anche a piccoli passi.

CONDIZIONE FISICA – Domenica, infine, dopo circa 70 mi­nuti, è ricomparso il problema accusato nei primi turni di que­sto campionato: la luce si è spenta. La spia si è riaccesa do­po un mese, è vero, però è giu­sto sottolinearlo per evitare di ritrovarsi in situazioni ancora peggiori. In Italia la tattica e la corsa sono elementi imprescindibili per poter lottare. Per de Boer, soprattutto in una fa­se dell’anno nella quale si gioca una volta ogni tre giorni, conta di più la «verginità» mentale, l’avere una mente sgombra. Forse così non è.

 

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Giulio Di Cienzo

Giulio Di Cienzo

Giulio Di Cienzo, nasce a Milano e si costruisce negli anni una passione per il calcio equamente divisa tra razionalità e passione. La parte più calda sta in Sudamerica, l’unico tifo è per l’inter.