De Boer coraggioso, con due mosse (ri)costruisce l’Inter – CdS

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26 settembre 2016, 09:49
Frank de Boer

Non era iniziata nel migliore dei modi la partita con il Bologna per l’Inter. I nerazzurri orfani di Joao Mario e Jeison Murillo erano sotto, poi il cambio di Frank de Boer ha cambiato le cose. Ecco quanto scritto dal “Corriere dello Sport”

ERRORI E FANTASMI – “La partita di San Siro ha detto che l’Inter, nella sua faticosa ricerca dell’equilibrio, ha pagato l’assenza di Joao Mario, fermato da un risentimento muscolare in mattinata. Cabina di regia vuota, si naviga a vista. Kondogbia dannoso, grigio Banega: nella mezzora iniziale il Bologna si prende la scena. Il vantaggio del Bologna è la conseguenza del predominio territoriale: Taider, aiutato da Dzemaili, sradica il pallone dai piedi molli di Kondogbia e lancia Verdi, che da destra si accentra con una serpentina e serve Destro in mezzo all’area. La giocata è da applausi. Il tiro del centravanti del Bologna è fiacco, ma Handanovic lo è di più. Antichi fantasmi volteggiano su un’Inter (ri)costruita all’ultimo momento: oltre a Joao Mario mancava anche Murillo (lombalgia), mentre ha debuttato dal 1′ il 19enne belga Miangue“.

SVOLTA – “Panico? No. De Boer è olandese, lo sappiamo, questi sono uomini di mondo, Frank ha coraggio, forse protervia, ma se sbaglia è sempre per eccesso, mai per difetto o timore. Toglie l’inguardabile Kondogbia, inserisce Gnoukouri. Il gioco torna semplice, la manovra fluida, l’Inter riacquista un senso. Il pareggio è una conseguenza: Candreva crossa dalla trequarti, Krafth è fuori posizione, la parabola è morbida, Perisic colpisce il pallone di sinistro, prima che tocchi terra: il drop in diagonale, secco e definitivo si infila nell’angolo opposto”.

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Crescenzo Greco

Crescenzo Greco

Crescenzo Greco, nasce a Foggia il 20 aprile del 1995. Grazie a sua zia è interista fin da bambino. Josè Mourinho l’idolo incontrastato, Adriano quello d’infanzia. Dopo aver raggiunto la maturità scientifica si è trasferito a Milano per inseguire il sogno di diventare giornalista sportivo e studiare “Comunicazione e Società” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.