Criscitiello: “L’Inter è sembrata la Longobarda! Pioli logico”

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7 novembre 2016, 01:44
criscitiello

Michele Criscitiello parla molto di Inter nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb”. Dopo aver elogiato Stefano Pioli come allenatore (anche se non del tutto come scelta per il momento della stagione) critica la società nerazzurra, paragonandola alla Longobarda del celebre film di Lino Banfi “L’allenatore nel pallone”.

TERZO CAMBIO – “Siamo vicini alla svolta del rebus Inter. Anche se non ci prendiamo delle responsabilità, perché con i tempi che corrono ora scriviamo una cosa e poi succede l’opposto. I cinesi sembra che abbiano dato retta al management italiano: Stefano Pioli nuovo allenatore nerazzurro. Scelta più logica e forse saggia. Pioli conosce il calcio italiano anche se non è mai stato in un top club (non si offenda Claudio Lotito), ha avuto qualche problema con Antonio Candreva ma almeno è consapevole delle insidie che troverà lungo il cammino. Vi dico il mio pensiero: Pioli va benissimo per l’Inter, o meglio, per questa Inter. Ma o con Frank de Boer, o con Marcelino García Toral o con Pioli la stagione difficilmente cambierà. L’Inter non corre alcun tipo di rischio, né nel bene né nel male. Ovviamente non teme la retrocessione ma non può avere neanche particolari ambizioni di raggiungere la zona Champions. Per questo serve un normalizzatore che conosca la lingua e la Serie A. Avanti con Pioli, a patto che in questi sei mesi l’Inter studi per diventare grande e si faccia trovare pronta a giugno con una vera rivoluzione sul mercato e con un allenatore per costruire. La stagione, ormai, è andata e difficilmente potrà regalare gioie particolari. In teoria il tempo ci sarebbe, ma quello perso è stato troppo e anche le figuracce rimediate, ormai, sono una brutta etichetta”.

DIRIGENZA DI BASSO VALORE – “La società deve crescere. Per far crescere una squadra, a volte, basta poco. Cambi due-tre calciatori e puoi ottenere la svolta. Lo stesso puoi fare con l’allenatore; lo sbagli, cambi e trovi quello giusto, ottieni una reazione. Ma se non c’è la società o la società si fa cogliere dalla paura, allora, sono guai. I cinesi non possono comandare il calcio dalla Cina. Possono prendere le decisioni più importanti, possono dettare budget e condizioni ma qui servono gli uomini di tutti i giorni. Gli uomini di campo. È brutto e dispiace dirlo ma Piero Ausilio, Giovanni Gardini e Javier Zanetti non riescono a gestire nulla di tutto ciò. In tre non compongono una figura completa. Dovrebbero avere maggiore potere ma dovrebbero anche meritarselo. Dall’uscita del libro di Mauro Icardi, alla scelta di de Boer, fino all’esonero dell’olandese e ai casting per trovare il suo sostituto, in un mese l’Inter è sembrata la Longobarda. Ripetiamo: sbagliare un calciatore o un allenatore ci sta, ma la cosa grave è non saper gestire le situazioni e dimostrare totale indecisione. Così si forniscono gli alibi ai calciatori, che è l’unica cosa che cercano, oltre lo stipendio a fine mese”.

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Riccardo Spignesi

Studente (ancora per poco) all’Università Statale di Milano. Redattore anche per SpazioCalcio.it e BetClic, estremamente fissato con il calcio.