Criscitiello: “Flop Inter, Champions a rischio: Zhang dov’è?”

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19 febbraio 2018, 16:41
Michele Criscitiello

Michele Criscitiello – Direttore di “Sportitalia” e “Tutto Mercato Web” -, nel consueto editoriale per il portale stesso, scrive del flop dell’Inter targato Suning, giustificando Sabatini, Ausilio e Spalletti per i pessimi risultati degli ultimi mesi

DISASTRO SENZA CHAMPIONS – “Il 3 marzo il Napoli ospiterà la Roma e la Juventus andrà in casa della Lazio. Il pericolo, per entrambe, di perdere punti sarà elevato. La vera svolta potrebbe arrivare la settimana dopo. A rischiare sarà Maurizio Sarri in casa di Luciano Spalletti, augurandosi per l’Inter che la squadra sia rigenerata e non sarà ancora l’Inter di questi mesi, brutta e perdente. Comunque, per il Napoli, andare a Milano non è mai semplice. Il flop dell’Inter, ormai, è diventato una costante. Il girone di andata di Spalletti è andato oltre la media, quello di ritorno però sembra riportare l’Inter alla passata stagione. Non sappiamo quale sia la vera Inter, se quella bella dell’andata o se quella indecente del ritorno e fine andata. Forse una via di mezzo, certo è che – se continua così – la Champions League sarà a forte rischio e sarebbe davvero disastroso. Aumenta il rimpianto per Massimiliano Mirabelli e Marco Fassone (Milan, ndr) di aver puntato, a inizio anno, su un aeroplano senza ali (Vincenzo Montella, ndr)”.

INTER SENZA PADRONE – “I nerazzurri sono senza idee, senza gioco e senza risultati. Troppa fatica per fare gol e troppi calciatori utilizzati non di primissima fascia. L’intervento a gennaio doveva essere più massiccio, ma se a Spalletti hanno negato ogni tipo di investimento la colpa, in questo caso, è solo della proprietà. Non riusciamo a dare colpe neanche a Walter Sabatini e Piero Ausilio. A proposito, ma lo zio cinese (Jindong Zhang, ndr), in Italia, non viene più neanche a fare le vacanze? Va bene che ci ha lasciato, come ostaggio, il figlio (Steven Zhang, ndr), ma resta pur sempre un ragazzo che è lì solo perché nato nella famiglia giusta e perché il papi ha fatto i soldi veri in Cina. Non ci aspettiamo dal figlio prodigio un cambio di tendenza se non un continuo reportage via mail al papà lontano. Serve la proprietà, serve chi comanda e serve ad Appiano Gentile la voce del padrone”.







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