Criscitiello: “Fallimento Inter! Meglio cinesi Milan perché…”

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26 novembre 2016, 00:39
Michele Criscitiello

Michele Criscitiello – Direttore di “Sportitalia” – durante la conduzione di “Calcio € Mercato” sull’emittente stessa spiega i motivi del fallimento dell’Inter criticando l’operato dirigenziale della parte “italiana”, ma senza risparmiare quella cinese

COLPEVOLI DEL FALLIMENTO – Punta il dito contro la dirigenza Michele Criscitiello: «Le colpe del fallimento dell’Inter sono da attribuire ai dirigenti, in particolare a due persone: Piero Ausilio e Giovanni Gardini. E anche Javier Zanetti, che non può essere dirigente solo perché è stato un grande calciatore. Ausilio e Gardini sono i veri responsabile del fallimento nerazzurro. Ora hanno scelto Stefano Pioli: non ho nulla contro di lui, che non ha colpe, ma i problemi dell’Inter sono altri. I dirigenti dell’Inter sono i veri imputati per quello che è successo: come si fa ad avere ventinove giocatori in rosa per una sola competizione? Ausilio è un bravo ragazzo e un bravo dirigente, ma accetta tutto pur di non mollare il suo ruolo nell’Inter, che è il coronamento di un sogno per tanti motivi. Magari altrove non accetterebbe certe cose…».

CINESI A CONFRONTO – «I cinesi del Milan – che non conosciamo – stanno già facendo meglio di quelli dell’Inter che conosciamo (il Suning Group della famiglia Zhang, ndr): nel Milan entrano le loro figure di fiducia, senza tenere quelle che prima non funzionavano. Non puoi prendere Gabriel “Gabigol” Barbosa a 30 milioni di euro e non farlo giocare: devi essere convinto di quello che fai, non lo hai preso a parametro zero e puoi dire di averci solo provato. Il direttore sportivo di oggi dev’essere più manager che dirigente: bisogna sapere che tipo di investimento si va a fare e, se l’acquisto non frutta, il dirigente va a casa».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.