CorSera: Mancini è un alchimista, mischia uomini e moduli

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24 novembre 2015, 10:57
mancini

Il “Corriere della Sera” analizza la capacità dell’Inter di trasformarsi. Mancini da vero alchimista trova sempre la giusta miscela per far rendere la sua squadra.

IL GRANDE ALCHIMISTA – Il “Corriere della Sera” vede Mancini come un grande alchimista. Nella sua tavola gli elementi sono stati mischiati tredici volte in tredici combinazioni diverse, con cinque moduli differenti, producendo trenta punti su trentanove disponibili. L’Inter non era capolista solitaria a campionato avazato dal 2009/2010, anno del Triplete.

CONTANO I RISULTATI – Quello che sta succedendo all’Inter somiglia a un esperimento fondato su un principio inderogabile: non contano i numeri in campo, ma quelli dei tabellini. Un fatto spesso sottolineato dai critici di Mancini, ma che ha portato ad avere la migliori difesa del campionato. E quando devi fondare una squadra la difesa è la base. I numeri raccontano anche di una democrazia del gol che vede dieci marcatori diversi su sedici reti totali. L’Inter sfrutta quello che ha, redistribuendo responsabilità e dividendo la gloria, trovando ogni volta un eroe diverso.

TURNOVER – Ognuno è indispensabile, ma tutti sono sostituibili. Mancini non ci è arrivato subito, ma ora non si fa problemi ad attingere a tutta la rosa. Fino alla settima giornata aveva cambiato poco, uno o al massimo due uomini per gara, al massimo tre nel derby. Poi con la Juventus quattro cambi, e da lì non si è più fermato, ottenendo sempre risultati.

ATTEGGIAMENTO DI FONDO – Questa frenesia dei cambi per Mancini nasce da diversi elementi: lettura del lavoro in allenamento, voglia di coinvolgere tutta la rosa e soprattutto riconoscimento della necessità di fondare un’identità spirituale prima che tattica. La grande forza dell’Inter è la condivisione di un atteggiamento, cooperativismo, solidità fisica e mentale che compensa i limiti di manovra.

MARGINI DI CRESCITA – Mancini continua a professare calma, indicando tre o quattro squadre più attrezzate per il titolo, ma intanto è la sua squadra-esperimento a comandare la classifica. E con margini di miglioramento che nessuna grande possiede. Se l’inter funziona così, con tutti i suoi limiti, cosa quando dal laboratorio di Mancini uscirà l’Inter definitiva?