Condò: “A de Boer manca uno come Beppe Baresi. Brozovic…”

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18 settembre 2016, 14:23
Paolo Condò

Paolo Condò, intervenuto su Sky Sport 24, è convinto che Frank de Boer avrebbe dovuto seguire l’esempio di José Mourinho e inserire nel suo staff un collaborare che conoscesse il calcio italiano; qualche parola anche nei confronti di Marcelo Brozovic.

ASSISTENTE PREPARATO – «Due cose possono contare: l’aspetto psicologico sicuramente, le motivazioni che abbiamo visto rasentare lo zero nella partita di coppa contro l’Hapoel giovedì invece in una partita del genere, come ci insegnano da anni tutti, vengono automatiche. Ma c’è un secondo fattore che secondo me rende la Juventus un avversario quasi augurabile per l’Inter in questo momento, perché de Boer conosce la Juventus. Ho la sensazione che un peccato commesso dall’allenatore olandese, e che Mourinho non aveva commesso mettendo al suo fianco Beppe Baresi, sia stato quello di arrivare nel campionato italiano senza dotarsi di un consigliere in grado per esempio di spiegargli che nel campionato italiano si va nel campo del Chievo e si perde se tu non sei attento e non sai come fermarlo. La Juventus la conosci, sei un allenatore internazionale e la Juventus è una di quelle 6-7 squadre che devi conoscere a memoria e quindi io credo che per de Boer, anche dal punto di vista tattico, la Juve gli crea molti grattacapi nella preparazione ma almeno è una materia che lui conosce perfettamente. Arrivare in un paese nuovo e dotarsi di un assistente che di questo paese sappia vita, morte e miracoli è una mossa necessaria. C’è Kreek che ha fatto degli anni a Perugia e Padova che potrà averlo messo sull’avviso del fatto che nel campionato italiano non esiste la partita facile o la partita scontata però sai, anche lui mancava da tempo dall’Italia e quindi le sue possono essere più delle linee filosofiche. La conoscenza perfetta della squadre al momento non ce l’ha ed è figlia del fatto che ha iniziato a lavorare il 10 di agosto. Da una parte devi costruire la tua squadre e dall’altra devi fronteggiare quelle avversarie, probabilmente è un po’ troppo come carico di lavoro da risolvere in un mese».

BROZOVIC – «Io guardo il primo tempo giocato da Brozovic in coppa, io stimo tanto Brozovic e quindi nell’ottica interista ho trovato giusto mantenerlo in rosa anche se c’erano state delle offerte ricche per darlo via, però è chiaro che lui è uscito dalla formazione base e deve tentare di rientrare. Non ci rientra giocando con la voglia e con la determinazione mostrata nel primo tempo della partita contro l’Hapoel. Brozovic è un po’ l’emblema di una situazione societaria che adesso si sta chiarendo ma è stata a lungo abbastanza nebulosa: hanno pensato che la cessione di uno o due pezzi pregiati della rosa sarebbe stata necessaria e Brozovic era stato individuato come il mix tra giocatore molto bravo, e quindi molto valutato, ma che all’interno della rosa potevi sostituire. Alla fine però non si è rivelato necessario vendere con questo escamotage del non iscrivere i giocatori costoso nella lista UEFA per l’Europa League e quindi Brozovic è rimasto. E’ chiaro che Brozovic, che l’anno scorso era uno dei protagonisti, ora si trova in un ruolo molto meno importante e non sta reagendo bene».

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