Cerruti:”Mancini deve essere supportato dalla società”

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5 maggio 2015, 11:06
Mancini

Alberto Cerruti, editorialista della “Gazzetta dello Sport”, dice la sua sul momento dell’Inter e soprattutto sulle necessità per il futuro, non risparmiando critiche per gli errori recenti.

Alberto Cerruti nel suo editoriale sulla “Gazzetta dello Sport” analizza la gestione dell’Inter nell’ultimo anno, sottolineandone gli errori e interrogandosi sul futuro:

SOCIETÀ FONDAMENTALE – “Come insegna la Juventus, che ha appena rivinto lo scudetto con un nuovo allenatore e con nuovi giocatori, la società è la base indispensabile di qualsiasi successo, perché è il presidente che sceglie i dirigenti e di conseguenza chi guida la squadra e chi la compone. Moratti, come ha onestamente riconosciuto più tardi, ha sbagliato per eccessivo amore la gestione del dopo-triplete, che tra l’altro incominciò 5 anni fa esatti, la sera del 5 maggio 2010 con il successo in coppa Italia contro la Roma (gol di Milito). Thohir si è poi preoccupato più di risanare il bilancio che di rinforzare tecnicamente la società e la squadra. Uscito di scena Branca, sono rimasti Fassone e Ausilio, senza l’esperienza e la competenza di Oriali, sempre più rimpianto ex, e con l’obbligo di spendere il meno possibile, almeno finché c’era Mazzarri, che avrebbe preferito avere i vari Jovetic, Lamela, Lavezzi, Luiz Gustavo, Kolarov, Siqueira o almeno Rolando e Behrami e invece, da buon aziendalista, si era dovuto accontentare delle alternative «low cost» Medel, M’Vila, Vidic, Dodò e Osvaldo.

NUOVI CON MANCINI, MA POCHI RISULTATI –Mancini, invece, è riuscito ad avere in un colpo solo tre nazionali, Brozovic, Shaqiri e Podolski, più Santon e Felipe, anche se con il Chievo l’unico titolare era Brozovic. I risultati non sono migliorati, i fischi non sono diminuiti e l’Europa continua a essere lontana, a dimostrazione del fatto che nemmeno un allenatore amato come Mancini può fare miracoli se mancano i campioni, a cominciare dalla difesa. Se l’Inter è così malridotta i primi responsabili sono i dirigenti, che hanno rinnovato il contratto a Mazzarri senza garantirgli una squadra migliore ma poi non lo hanno difeso, spendendo altri soldi inutilmente per soddisfare i desideri di Mancini. Sfumato da tempo il terzo posto, che dopo l’esonero di Mazzarri era distante 5 punti mentre adesso è a 14, fuori dalla coppa Italia e dall’Europa League, in vista del futuro l’Inter dovrebbe rifondare interamente la difesa, cercando un uomo di personalità in mezzo al campo e un attaccante giovane da affiancare a Icardi”.

IL FUTURO – “Ma dove si troveranno i soldi per questi indispensabili innesti? Mancini ha assicurato che rimarrà e gli crediamo, con la speranza che avendo più tempo scelga i giocatori giusti, senza la fretta con cui ha fatto arrivare Podolski per esempio. Pochi sanno distinguere, come lui, i campioni dai buoni giocatori e questa è la prima garanzia per migliorare l’Inter. A patto che Mancini sia supportato dalla società, perché i miracoli non li fa nessuno e non basta parlare di scudetto per competere con la Juventus. Come dimostrano, loro malgrado, Roma e Napoli che dovevano contrastare la corsa della squadra di Allegri e invece sono costrette a soffrire per garantirsi un posto in Champions. “