Casiraghi: “Baresi mi voleva al Milan, alla fine scelsi l’Inter”

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18 giugno 2015, 16:54
casiraghi

L’osservatore dell’Inter Pierluigi Casiraghi, ha concesso un’intervista al portale francese So Foot: il 75enne ha ripercorso i suoi inizi da calciatore fino ad arrivare al momento in cui scelse i nerazzurri, con Franco Baresi che però lo voleva fortemente nel suo Milan.

INIZI DA CALCIATORE – «Non ero un granchè, giocavo male e perlomeno ho avuto la decenza di smettere attorno ai 20 anni: la mia squadra era il Lecco, che però negli anni ’60 si trovava in Serie A!».

INTER – «Avevo un buon rapporto con il Milan, e soprattutto con Ariedo Braida: fu l’Inter che però mi cercò maggiormente per il loro centro di formazione. Allora io proposi un giovane Ausilio, che aveva una laurea in legge: dopo un pò di tempo Franco Baresi mi chiamo per lavorare con i rossoneri, io ero combattuto ma alla fine decisi di sposare il progetto dell’Inter».

RUOLO – «Mi occupo di scouting esclusivamente all’estero, solitamente di ragazzi con un’età compresa tra i 16 e i 19 anni. Quelli del Sudamerica li conosco praticamente tutti, lavorare lì però è un problema perchè arrivano sempre prima gli inglesi che offrono a volte anche cifre sproporzionate rispetto al reale valore del ragazzo».

CALCIO ITALIANO – «La sua attrattiva è molto bassa rispetto al passato, un tempo nei paesi dell’Est avrebbero fatto di tutto per venire a giocare in Italia. Ora invece il sogno è la Germania, dove giocano titolari a 20 anni e sempre in stadi pieni. Una volta avevo praticamente bloccato Alaba, lui però mi disse: “Che vengo a fare all’Inter? Preferisco andare al Bayern Monaco!”».

FUTURO – «Dipenderà tutto dalla mia salute: il 2 giugno 2014 ho partecipato al Torneo di Tolone e non sono stato bene, ho trascorso tre ore in macchina per recuperare. Fortunatamente Manighetti c’era. Sono stato ricoverato in ospedale per insufficienza respiratoria. Mi hanno dato un check-up completo e per fortuna non c’era nessuna complicazione. Avevo 50 anni di Marlboro nei polmoni! Mi hanno tenuto lì 36 giorni, sono uscito praticamente come nuovo e non ho mai toccato una sigaretta da allora! Ho capito la lezione … ho deciso di fare altri due anni perché voglio finire il lavoro con l’attuale gruppo U16 che sarà in Primavera. Poi tutto dipenderà da loro: io il mio lavoro l’ho fatto».