Carrozzieri: “Ranocchia era cattivo! E’ all’Inter, ci ringrazi per…”

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19 ottobre 2016, 00:13
Carrozzieri

Moris Carrozzieri – ex difensore ed ex Direttore Sportivo del Giulianova -, ospite negli studi di “Calcio € Mercato” su Sportitalia, torna sulle recenti dichiarazioni di Ranocchia sul nonnismo nello spogliatoio dell’Arezzo

GIOVANE RANOCCHIA – Arriva la smentita di Moris Carrozzieri, che racconta quanto accaduto realmente: «Andrea Ranocchia deve ringraziarci: è arrivato all’Inter e in Nazionale avendo uno come me e Mirko Conte come esempi in difesa (ride, ndr). Ai tempi dell’Arezzo Ranocchia faceva con noi solo gli allenamenti perché era un ragazzo della Primavera. Quando lui è salito in Prima Squadra io sono andato via all’Atalanta ed Elvis Abbruscato è andato al Torino, Ranocchia giocava in difesa insieme a Conte. Quando io ero all’Arezzo, finiti i suoi allenamenti Ranocchia si fermava a vedere i miei: apprendeva molto, aveva 16 anni. Siccome vedevo che era bravo, mi mettevo di punta per farmi marcare da lui e dirgli come doveva marcarmi, infatti l’anno dopo ha giocato titolare. A 15-16 anni Ranocchia era cattivo e duro come me, si vedeva».

“NONNISMO” POSITIVO – «Nei giorni scorsi ho chiamato Conte e Abbruscato per chiedere loro il perché delle parole di Ranocchia: secondo noi ha interpretato il nostro atteggiamento in modo positivo. Lo riprendevamo negli allenamenti, non in partita: non si spogliava neanche nello spogliatoio con noi, era in Primavera. Dieci giorni fa Conte ha parlato con lui a Lugano in occasione dell’amichevole, ma Ranocchia non gli ha accennato nulla di questa storia: gli ha parlato solo dei ragazzi di oggi. Non so come mai ha tirato fuori questa cosa. Io non ho mai alzato le mani a nessuno, però mi facevo rispettare. Sono stato tre anni con Antonio Cassano nello spogliatoio… Il rispetto lo ottieni con le entrate in partitella per far capire a un ragazzino che deve stare buono. Non è nonnismo, sono cose che capitano: se un ragazzino prova a farti un tunnel, la stecca ci sta…».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.