Capuano: “Ausilio, capolavoro se salta J. Mario! Inter, serve…”

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24 agosto 2016, 22:14
Capuano

Giovanni Capuano – giornalista di “Panorama” -, ospite negli studi di “Aspettando calciomercato” su Sportitalia, commenta negativamente la gestione dell’Inter sia sul mercato sia in panchina

IL CAPOLAVORO DI AUSILIO – E’ molto critico sul mercato nerazzurro Giovanni Capuano, che non condivide la telenovela portoghese ancora in corso: «Piero Ausilio è già stato bravo a respingere le folli richieste di Roberto Mancini sul mercato. Se Ausilio riesce a non far spendere 45 milioni all’Inter per Joao Mario farà un vero capolavoro. A cosa serve fare questo acquisto? Non è il giocatore che serve all’Inter, che ha bisogno di un altro profilo di giocatore, come già dimostrato nella sconfitta di Verona. Mancini adesso viene fatto passare per stupido, ma si lamentava chiedendo un giocatore forte in mezzo al campo per far fare il salto di qualità all’Inter, centrocampista che lui individuava in Yaya Touré: anche Frank de Boer appena arrivato ha fatto capire che ha bisogno di un uomo pronto in mezzo al campo, tipo Moussa Sssoko, e non di giovani prospetti per il futuro. Se l’Inter ha 45 milioni da spendere per un centrocampista, perché non ne investe la metà per prendere Borja Valero dalla Fiorentina? E’ già pronto per far fare il salto di qualità alla squadra».

L’OMBRA DI JOORABCHIAN – «Inoltre Mancini ha detto che la tournée americana era problematica per la programmazione della stagione e de Boer l’ha confermato, anche la posizione di Samir Handanovic è stata netta: tutti i club fanno tournée in giro per il mondo, ma vanno sapute organizzare. Mancini non era il problema dell’Inter come non lo è ora de Boer, ma il problema è che c’è troppa confusione a partire da chi ha in mano il mercato: l’Inter manda in giro per il mondo Kia Joorabchian e i suoi uomini, ma non capisco il perché. Anzi forse lo capisco, ma non è questo il bene dell’Inter… L’Inter si è svegliata da un brutto sogno domenica a Verona, ma non ha ancora fatto la diagnosi giusta: la sconfitta non è stata presa come la prima di de Boer, ma come l’ultima eredità lasciata da Mancini. Lo staff di de Boer all’Inter è inesperto nel calcio italiano proprio come il tecnico olandese: questo è un problema».

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