Cambiasso:”Premier per cambiare tutto, in Italia solo Inter”

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17 luglio 2015, 10:32

“Tuttosport” ha realizzato un’intervista a Esteban Cambiasso, eroe del triplete nerazzurro. Il Cuchu ha toccato diversi argomenti, dal calcio inglese alla Juventus al legame con l’Inter.

EROE DEL TRIPLETE – Esteban Cambiasso è una figura indimenticabile per i tifosi nerazzurri. “Tuttosport” lo ha intervistato, chiedendogli della sua esperienza in Premier, del momento del calcio italiano e dei suoi progetti futuri:

Cambiasso, quanto è distante il nostro paese dal modello inglese? 
“È diversa la cultura, la mentalità dei tifosi: quelli italiani vedono la partita come una sofferenza, gli inglesi vivono la Premier come la goduria di andare allo stadio a vedere uno spettacolo. Per questo è difficile che possa esserci un Ferguson tra gli allenatori italiani: basta una stagione storta e non vieni perdonato”. 

Sente di essersi preso una rivincita al Leicester dopo quanto è accaduto con l’Inter? 
“Una rivincita te la prendi dopo un periodo brutto e io non mi sono mai sentito sconfitto: ho vissuto da protagonista il periodo più glorioso della storia di una delle più grandi società come l’Inter e non avevo bisogno di una rivincita. Ho vissuto la Premier come una goduria con lo stimolo di cambiare tutto, lingua, paese e trovare un campionato che oggi è un gradino più competitivo rispetto a quello italiano”. 

Mourinho in Premier l’ha ritrovato più tranquillo? 
“L’ho affrontato col Chelsea solo nel girone di ritorno, perché all’andata non ero ancora del Leicester. Nel tunnel ci siamo salutati, abbracciati e ci siamo augurati il meglio: per fortuna è andata bene a tutti e due”.  

Se l’aspettava l’exploit in Champions della Juventus? 
“L’ho seguita per bene la Champions e credo che abbiano iniziato a crederci dopo Dortmund. Quello è stato il punto di svolta: lì si è capito che c’era una squadra convinta di poter arrivare in fondo. Anche se hanno perso col Barça, la loro è stata un’annata indimenticabile”. 

Tevez però ha salutato ed è arrivato Dybala: cosa cambia? 
“Carlos è arrivato alla Juve dopo aver vinto dodici-quindici trofei, Dybala è in un altro momento del percorso e lo può anche raggiungere. Dybala è più tecnico, Carlos ha un grande carattere: tranne la nazionalità, non vedo grossi parallelismi”. 

Che effetto le fa vedere le milanesi nelle mani di proprietari stranieri? 
“Piuttosto mi fa effetto vedere Inter e Milan fuori dalle competizioni europee nell’anno in cui noi abbiamo la possibilità di ospitare la finale di Champions e dico noi perché io mi sento milanese”. 

Chi parte in prima fila nel Gran Premio per lo scudetto? 
“Beh, chi vince l’anno prima parte con il numero 1 e quindi dico Juve. Al suo fianco per la continuità avuta negli ultimi anni metto la Roma che, non per caso, è finita negli ultimi campionati al secondo posto. L’allenatore è lo stesso, hanno un progetto che portano avanti da anni e i risultati si stanno vedendo nella continuità: magari non avranno vinto dei “titoli” ma arrivare secondi contro questa Juve è un merito”. 

Scusi Esteban, dopo l’addio all’Inter l’ha mai cercata una squadra italiana? 
“Sì e più di una, ma io da subito ho messo in chiaro il fatto che non avrei mai voluto giocare in un’altra squadra italiana. Ho fatto una scelta e non l’avrebbe cambiata né la grandezza della squadra in questione, né il suo allenatore e nemmeno gli obiettivi che mi venivano prospettati”. 

La vedremo giocare come Zanetti a giocare fino a 40 anni? 
“Non penso. Ho cominciato prima di Javier: io a 15 anni ero già al Real”. 

Quando la troveremo di nuovo in Italia da allenatore? 
“Il calcio mi ha insegnato a non pensare a ciò che è lontano. Certo, per caratteristiche tutti pensano che un giorno diventerò allenatore, ma qualsiasi scelta verrà fatta insieme alla mia famiglia”.