Calamai: “Inter senza idee, applausi al Benevento. Spalletti…”

Articolo di
25 febbraio 2018, 10:04

Nel suo editoriale per la “Gazzetta dello Sport”, il giornalista Luca Calamai analizza la poco convincente vittoria dell’Inter contro il Benevento

SENZA GIOCO E SENZA IDEE – Vince, ma non convince. L’Inter continua con il suo periodo negativo, non riuscendo nemmeno a trovare una vittoria convincente tra le mura amiche, contro l’ultima della classifica. Nel suo editoriale per la “Gazzetta dello Sport”, il giornalista Luca Calamai prova ad analizzarne i motivi: “Aspettando Icardi ci pensano i difensori. Perfetti nel loro mestiere e decisivi in fase conclusiva. Skriniar e Ranocchia sono i volti sorridenti di un’Inter che risale almeno per una notte al terzo posto in classifica riconquistando la zona Champions. Le buone notizie per i nerazzurri si fermano qui. La squadra di Spalletti era e resta malata. Lontana anni luce da quella che aveva sorpreso tutti fino alla sosta invernale. I motivi? Intanto corre poco. Il piccolo Benevento con il suo onesto pressing l’ha mandata in confusione fino al gol di Skriniar. Poi, non ha qualità nella partenza del gioco. Rafinha, per la prima volta titolare, sembra ancora un corpo estraneo nei meccanismi di Spalletti. Senza rapidità e senza idee è difficile anche andare al tiro”

MANCA ICARDI – Nel suo editoriale, Calamai trova spazio anche per analizzare l’assenza di Icardi e l’umore di Spalletti: “Infine senza Icardi i nerazzurri sono troppo facili da leggere nei loro movimenti offensivi. Neppure con l’uomo in più hanno trovato fluidità in fase conclusiva. Ora che non ha più senso parlare di mercato l’Inter deve vivere aggrappata al presente. Spalletti nei minuti finale aveva gli occhi più spiritati del solito. E l’umore nero. Ma solo lui può rimettere in moto una macchina che è fuori giri. Trovando nuove soluzioni e magari evitando errori evidenti. Perché lasciare Sandro senza marcatura? Un grande applauso, invece, lo merita il Benevento. La squadra di De Zerbi è destinata a retrocedere ma ha regalato una lezione di calcio sul nobile palcoscenico di San Siro”.







ALTRE NOTIZIE