Bucchioni: “Inter, Icardi non può riposare. De Boer come Lippi”

Articolo di
30 settembre 2016, 00:17
Enzo Bucchioni

Enzo Bucchioni analizza la sconfitta dell’Inter in Europa League contro lo Sparta Praga e identifica i principali responsabili, tutti ovviamente titolari nel disastroso tardo pomeriggio della Generali Arena. Nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” il giornalista dà un consiglio a Frank de Boer e ipotizza un ritorno di Massimo Moratti.

METODI DRASTICI – “A Frank de Boer suggeriamo di usare il metodo Lippi, che quando allenava l’Inter disse più o meno così: questi giocatori sarebbero da prendere a calci nel… Mi riferisco, in particolare, a molti dei giocatori che l’allenatore olandese usa in Europa League e che, puntualmente, vanno incontro a figure da brivido. Dopo il KO contro una sconosciuta squadra israeliana è arrivata la nettissima sconfitta di Praga per 3-1. Zero punti dopo due giornate, il rischio di finire fuori dall’Europa League ora è altissimo. Magari i giocatori sarebbero anche contenti, ma una grande società come quella nerazzurra non può permettersi certe figure a livello internazionale, tanto più che de Boer aveva ribadito poche ore prima che l’Inter quella coppa la vuole proprio vincere. Il baco dell’Inter periodicamente salta fuori, hai voglia di usare la voce grossa, di punire (Marcelo Brozović) o di togliere (Geoffrey Kondogbia) chi non rispetta le consegne. Evidentemente c’è qualcosa di più e di peggio dentro questo gruppo che de Boer deve scovare per porvi rimedio. Le partite e dico una banalità, le puoi vincere o perdere, ma non giocarle come ha fatto l’Inter ieri sera è inammissibile”.

RISERVE INADATTE – “In una fase di apprendimento, con un nuovo allenatore, come questa è normale che ci siano degli alti e bassi da una prestazione all’altra (e in campionato ci sono stati), ma in Europa League, con le seconde linee è il disastro assoluto. Ci sono giocatori come Felipe Melo o Rodrigo Palacio che ormai sembrano avere la testa da un’altra parte. Ma anche da Éder Citadin Martins è logico aspettarsi di più. Chiamo in causa, naturalmente, anche l’allenatore che in questa fase dovrebbe far giocare la squadra più forte per ritoccarla solo in pochi dettagli marginali. I migliori dovrebbero giocare sempre, non è possibile che a settembre Mauro Icardi abbia bisogno di riposare. Ha ventitré anni e tante energie da spendere, lui è un leader e ci vuole. Gary Medel è un altro elemento insostituibile, nel centrocampo a due se non c’è chi recupera palla diventa tutto più complicato. La scoperta negativa è che, invece, Éver Banega è un ottimo giocatore, ma non un leader carismatico. Nelle difficoltà si perde anche lui. Credo comunque che de Boer stia facendo (Europa a parte) un buon lavoro e i risultati si vedranno a breve con il recupero di João Mário, la consacrazione di Gabigol, il recupero di Cristian Ansaldi e di altri come Stevan Jovetić che sta crescendo”.

CAMBIO IN SOCIETÀ? – “Queste eurofiguracce danno particolarmente fastidio alla nuova proprietà. I cinesi di Suning vogliono fare dell’Inter un brand calcistico di assoluto rilievo mondiale, ancora più di un tempo, e il posizionamento passa attraverso i risultati. Uno dei problemi della gestione può essere la lontananza dell’asse di comando, le squadre hanno bisogno di sentire vicino i proprietari ed Erick Thohir in uscita non è più un presidente spendibile. Anche per questo sta circolando a Milano la notizia di un possibile ritorno di Massimo Moratti. L’ex presidente si è fatto da parte per consentire a Thohir una operazione finanziaria in grado di salvare l’Inter da conti disastrosi e successivamente per favorirne la vendita ai cinesi. Quando le cose saranno sistemate (un annetto) probabilmente per Thohir non sarà più strategico restare in società mentre Suning avrebbe bisogno di un alleato vicino alla squadra, in grado di controllare, di suggerire, di rappresentare, ma anche di legarsi in qualche modo alla tradizione. Si dice che si sta lavorando a una cordata milanese capitanata da Moratti, pronta a rilevare il 30% di Thohir. Sono arrivate le prime smentite, ma in questi casi, molto spesso, le smentite rafforzano la verità. Di sicuro l’Inter vuol tornare grande e lo testimoniano i dieci milioni stanziati da Suning come premio scudetto. Mica male. Loro ci credono, ora tocca alla squadra. Caso mai c’è sempre il metodo Lippi…”.

Facebooktwittergoogle_plusmail
The following two tabs change content below.

Riccardo Spignesi

Studente (ancora per poco) all’Università Statale di Milano. Redattore anche per SpazioCalcio.it e BetClic, estremamente fissato con il calcio.