Brehme sprona Thohir: “Fa bene, ma l’Inter torni nelle coppe”

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16 luglio 2015, 20:21
Brehme

Vi proponiamo adesso la seconda parte dell’intervista concessa da Andreas Brehme a transfermarket. In questa parte l’ex difensore tedesco di Inter e Bayern Monaco si è concentrato maggiormente sull’Inter del presente, sulle possibilità di Roberto Mancini, sul presidente Erick Thohir e sul caso Shaqiri

Andreas Brehme ha concesso una lunga intervista al portale transfermarket in cui, tra i tanti temi toccati, c’è stato grande spazio per l’Inter. I colori nerazzurri sono rimasti nel cuore dell’ex terzino sinistro tedesco che, dopo aver ricordato i suoi “vecchi tempi”, si è concentrato maggiormente sul presente ammettendo di avere ancora tanti contatti con la società nerazzurra: «Il club mi telefona e mi chiede il mio parere su giocatori. È sempre molto interessante e mi trovo spesso a Milano, è davvero bello con quanto calore vengo accolto tutt’ora, ancora oggi ho molto a che fare con l’Inter».

IL CASO SHAQIRI- Un ex Bayern Monaco come Xherdan Shaqiri sta per lasciare l’Inter nonostante ci sia arrivato solo nello scorso mercato di gennaio. Ragioni di mercato, di bilancio e di lista per il campionato spingono l’esterno svizzero lontano da Milano, Brehme si mostra dispiaciuto per il fatto che l’ex Bayern non sia riuscito a imporsi nell’Inter: «Giusto due mesi fa ho parlato a Milano con Roberto Mancini, era colpito favorevolmente da Podolski, da Shaqiri meno. Diceva che lo svizzero aveva iniziato forte sebbene sia arrivato all’Inter infortunato. Nel primo mese ha giocato molto bene per poi perdersi: ho parlato con i colleghi di Inter Forever: al Bayern, quando subentrava a Ribery o Robben, ha sempre alzato la pressione sull’avversario, una cosa molto importante per la squadra».

IL PRESIDENTE THOHIR- Brehme arrivò all’Inter con la presidenza Pellegrini, ha vissuto da tifoso la lunga e vittoriosa presidenza Moratti e adesso da un giudizio positivo sulla nuova presidenza Thohir, spronando però la società nerazzurra a riportare l’Inter ai suoi livelli il prima possibile: «Ho un’impressione molto positiva, ha detto subito che nell’Inter devono cambiare molte cose a livello istituzionale e questi cambi li ha effettuati. Basta dare uno sguardo in sede: molte persone non ci sono più, ha portato tanta gente competente, anche dall’Indonesia. Tuttavia l’Inter ha giocato una brutta annata e, come ho già detto alla televisione italiana, dal punto di vista sportivo nella prossima stagione si deve fare molto di più. I tifosi sicuramente non vorranno rinunciare un altro anno alle coppe».

ANDREA RANOCCHIA- Un’altra figura discussa in questi giorni è quella di Andrea Ranocchia. Il difensore azzurro è capitano dell’Inter, ma è un capitano contestato e probabilmente non è considerato incedibile dalla società, ma Brehme difende la scelta di affidare la fascia all’ex difensore del Bari, riconoscendo le difficoltà che si possono incontrare quando si prende il posto di una leggenda come Javier Zanetti: “Conosco Andrea, è un’ottima persona, due mesi fa abbiamo giocato assieme a San Siro. Per chi succede a Zanetti ovviamente è molto difficile, è stato così anche nel Milan del dopo Baresi, ma comunque lo ritengo una buona scelta».

SOGNO SCUDETTO- L’Inter sembra tornata protagonista nel mercato e in casa nerazzurra si comincia a pronunciare quella parola quasi tabù, scudetto. Brehme (vincitore di uno scudetto in maglia nerazzurra) sogna che l’Inter possa tornare a vestirsi di tricolore, nonostante la Juventus sia ancora la squadra da battere: «Sarei contento se l’Inter ce la facesse, in ogni modo ritengo la Juventus momentaneamente superiore».

IL TRIPLETE- Se si parla di Inter è quasi impossibile non parlare del triplete 2010 e per Brehme quell’impresa storica compiuta dalla “sua” Inter rappresenta comunque un boccone amaro e un piccolo caso di coscienza. Sappiamo bene infatti che ad essere sconfitto dai nerazzurri nella finale di Madrid fu proprio il “suo” Bayern Monaco, un dilemma interiore che Brehme racconta così: «Quando si vince il triplete sostanzialmente si sono fatte le cose in maniera giusta: hanno giocato un buon calcio e hanno vinto la finale contro il Bayern per 2-0, purtroppo meritando. Sono sincero e in primo luogo tedesco, ho dato i miei biglietti per la finale ai miei figli per evitare di dover esultare per entrambe le squadre».