Bonolis: “Inter-Roma partitaccia. J. Mario fantasma, Rafinha…”

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21 gennaio 2018, 16:24
Bonolis

Paolo Bonolis ha parlato di diversi temi alle porte di Inter-Roma. Di seguito le dichiarazioni del noto presentatore televisivo ai microfoni della “Gazzetta dello Sport”

VERSO IL BIG MATCH – «Inter-Roma? Una partita importante, perché ci sono in ballo tre punti fondamentali per la Champions. Dubito che il primo o il secondo posto possano essere di Inter, Roma o Lazio. Roma squadra da temere? Molto di più, all’andata ci ha fatto vedere i sorci verdi, poi è calata e abbiamo vinto. Sarà una partitaccia per noi, bella da vedersi. Sarà a San Siro? Vorrei andare ma ho impegni di lavoro che me lo impediscono, sarebbe un terno al lotto tornare lunedì e mio figlio ha la scuola. Sono cose che alla fine ti portano a stravaccarti sul divano e mangiarti i gomiti a casa. Io, poi, non guardo le partite come se fossi Sacchi, le vivo come un bimbo, da tifoso: devi lasciare che il divertimento al quale accedi ti riempia della sua meravigliosa banalità».

ROSA LIMITATA – «L’Inter arriva da un periodaccio, ha una rosa limitata, ma mister Luciano da Certaldo sta facendo un ottimo lavoro perché non ha fenomeni. E quando due-tre giocatori perdono lo smalto la squadra ne risente. Con l’Udinese siamo partiti bene ma ci siamo mangiati due gol, con il Sassuolo si è giocato 80’ nella loro metà campo, con la Lazio le squadre si sono quasi annullate, con la Fiorentina avevamo una difesa improvvisata. La panchina corta pesa».

SPALLETTI, JOAO MARIO E DALBERT – «Spalletti le piace? Molto, è una persona accanita nel lavoro: senza una giusta dose di rabbia e accanimento nello sport non si ottengono risultati. Lui all’Inter li ha dati ma è umano che ci possano essere dei cali. Ho visto un Perisic irriconoscibile nelle ultime partite e questo pesa. La sua carica fisica è sparita e l’Inter ha perso un’arma letale. Mi dispiace per Joao Mario, è il fantasma di se stesso. Ha qualità tecniche ma una dimensione atletica inadeguata per un centrocampista e una volontà di intenti insufficiente rispetto ai compagni. Non ho capito Dalbert, mi sembra di una timidezza tattica impressionante. Forse il calcio francese ci regala delle splendide meraviglie che qui in Italia si rivelano delle bolle di sapone».

ICARDI E RAFINHA – «Icardi? Lui si cita da solo, gli arriva un pallone e sa trasformarlo nella più gustosa crema al gelato che ci possa essere. Il problema è che gli deve arrivare in maniera non sempre uguale. L’Inter crossa tanto, per questo sta lavorando su Rafinha: speriamo che giochi ad Appiano e non venga ricoverato all’Umberto I… Il giocatore c’è, ha fantasia, può dare quella variazione spericolata di traiettoria calcistica che serve a Spalletti».







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