Bonolis: “De Boer poveraccio! Juve-Inter? Senza sudditanza…”

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31 gennaio 2017, 01:11
Paolo Bonolis

Paolo Bonolis – conduttore televisivo e noto tifoso nerazzurro -, ospite di “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” su Italia 1, parla della sua fede calcistica spaziando dai tempi della Grande Inter fino a Juventus-Inter di domenica, soffermandosi sugli ultimi allenatori

BIG MATCH DOMENICALE – Nerazzurro di vecchia data, Paolo Bonolis si prepara alla sfida più sentita della stagione: «Ottimista per Juventus-Inter? Ogni sportivo è ottimista, andassi a vedere la partita con la sconfitta nel cuore e nel cervello, sarebbe inutile: mi auguro l’Inter faccia bene e porti a casa il risultato, lo stesso si augurano i tifosi della Juventus. L’Inter di José Mourinho giocava con il 4-2-3-1, una sorta di 4-3-3, quelli che schiera la Juventus davanti sono più attaccanti, ma finché Mario Mandzukic torna e aiuta, Juan Cuadrado fa i chilometri che fa e Paulo Dybala sfrutta il suo estro, la Juventus se lo può permettere: vedremo contro squadre che giocano con altri ritmi e non hanno sudditanza nei confronti della Juventus…».

DA DE BOER A PIOLI – «Le polemiche precedevano Stefano Pioli, che ha preso una buona rosa trasformandola in una squadra. Con una rosa e basta ci finisci l’Album Panini, se devi giocare serve altro. Pioli ha trasferito l’intento comune e i meccanismi di gioco rendendo l’Inter una quadra buona in Serie A, dove può giocarsi tutte le partite: sembra poco, ma in realtà è tantissimo. Frank de Boer? Poveraccio, è stato chiamato in causa dal presidente uscente Erick Thohir, veniva dal campionato olandese in cui si giocano due-tre partite a stagione se fai parte di una delle grandi come l’Ajax, le altre squadra non sono attrezzate per competere e ci sono risultati imbarazzanti. In Italia per vincere devi impegnarti perché tutte le squadre sono rognose. Prendere un allenatore così remoto dal calcio italiano è stato un azzardo, non perché era incapace de Boer: doveva conoscere il territorio».

PAZZA INTER NEL DNA – «Ho un buon ricordo di Antonio Cassano nerazzurro, ma anche in generale: tecnicamente è una meravigliosa magia vederlo giocare a calcio, come persona esprime buon umore. Cassano è un ragazzo molto in gamba. Io sono del 1961, insieme a mio padre vedevo gli arbori della Grande Inter di Helenio Herrera, ma non potevo capire appieno quello che succedeva. Ricordo come “mie” l’Inter di Giovanni Trapattoni, quella dei tedeschi, e l’Inter di Mourinho. Pazza Inter? Quel 5 maggio 2002 fu una delusione pazzesca, ma l’Inter aggiunge sempre particolari al suo campionato: non sai mai che retrogusto offrirà a fine stagione. In alcune stagioni riesce a far combaciare le cose e regala finali floridi come con Roberto Mancini e Mourinho. L’Inter è una squadra bizzarra, per personalità ricorda un po’ il film “Split” uscito da poco al cinema».

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