Bolchi: “Mancini-Inter? Epilogo giusto! De Boer esperto, ma…”

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9 agosto 2016, 17:29
Bolchi

Bruno Bolchi parla ai microfoni di “TMW Radio”: l’ex calciatore dell’Inter si concentra sull’addio di Roberto Mancini e l’arrivo di Frank de Boer sulla panchina nerazzurra. Di seguito le sue dichiarazioni

SEPARAZIONE NECESSARIA – «I tempi erano maturi per un cambio in panchina, le ultime dichiarazioni di Mancini erano improntate su una elegante rottura. Quando un mister dice che la squadra deve rinforzarsi, sono dichiarazioni di sfiducia che portano a una inevitabile rottura. Credo che sia un epilogo giusto. De Boer ha esperienza, ma l’impatto non sarà facile. Prendere in mano questa situazione non è semplice, ma da interista spero che possa inserirsi immediatamente. Decisione arrivata troppo tardi? Certamente, de Boer avrà due settimane per conoscere la squadra e il calcio italiano. Se avesse avuto maggior tempo, sarebbe stato meglio. Gli ultimi risultati hanno influito a far precipitare la situazione. Diciamo che il precampionato non conta, ma perdere come è accaduto non fa mai piacere. Mancini è diverso rispetto alla prima esperienza all’Inter? L’allenatore deve fare l’allenatore, sovraccaricarsi di altre responsabilità non lo trovo giusto. Credo che il tecnico, in accordo col club, deve dare consigli per partecipare alla campagna acquisti. Ma poi deve limitarsi ad allenare. In Italia non c’è ancora la cultura del manager all’inglese, leggo che ogni allenatore ha otto-dieci assistenti. Cose impensabili fino a qualche anno fa, ma fa parte del mondo del calcio. Non so gli allenatori cosa debbano fare, viste le tante persone presenti nello staff».

SFOGO E PROGETTO – Sullo sfogo del figlio di Mancini: «Può darsi che la nuova proprietà non conosca a fondo la realtà dell’Inter e del nostro calcio. Non è però un gruppo di persone sprovveduto che arriva in Italia e cambiare tutto per far divertire i milanesi. Se fossero stati degli sprovveduti, avrebbero messo sul piatto 100-200 milioni per comprare chiunque. Gli investitori puntano a guadagnare, nel breve a non rimetterci». Sui tempi del progetto nerazzurro: «Crescita immediata o in prospettiva? Credo in prospettiva. Vedendo la rosa a disposizione di de Boer, non mi sembra di pessima qualità. Spetta al mister e ai calciatori reagire, per dimostrare alla nuova proprietà che serve un piccolo ritocco per diventare più competitivi».