Biasin: “Zhang stronzone? Mercato Inter prima rateizzato, poi…”

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5 settembre 2017, 01:23
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin – giornalista di “Libero” e tifoso nerazzurro -, nel consueto editoriale per il portale “Tutto Mercato Web”, prova a dare una risposta a chi critica la proprietà Suning di Zhang per il deludente mercato estivo dell’Inter, sottolineando sia i motivi che hanno bloccato gli investimenti sia il reale progetto nerazzurro iniziale

ZHANG CON LE MANI LEGATE – “Molti hanno rotto le balle al Suning Group, che poi è Jindong Zhang. Dicono ‘è uno stronzone perché prima voleva spendere e ora non più′. Una meravigliosa tabella pubblicata dal profilo Twitter ‘Pallottole di Calcio’ mostra la verità (per chi ci crede ovviamente): in Europa esistono dodici club con partecipazione cinese superiore al 50%, tra questi solo il West Bromwich Albion ha ‘osato’ spendere qualche milione (43 tra acquisti e cessioni), l’Inter segue a 28, poi Wolverhampton (17), Birmingham (12) e via via tutte le altre (ultimo l’Aston Villa, che ha incassato 15 milioni). Questo significa ‘difendere Zhang?’. La cosa non mi riguarda. Semmai significa provare a ‘capire’ quello che è successo. Il mercato nerazzurro che in origine prevedeva spese per 50-70 milioni più le cessioni (non 200 come troppi hanno sciaguratamente sbandierato: a giugno 2018 il bilancio deve realmente chiudere in pareggio) è diventato il mercato del ‘quasi costo zero’ per ragioni a noi poco comprensibili. In Cina il governo ‘impone’ e gli imprenditori eseguono, da noi è tutto un po’ più ‘morbido’. Tutta questa cosa si può tradurre in ‘che bello, allora siamo sereni?’. No, è evidente. L’ormai noto Congresso di ottobre ci farà capire se Zhang e gli altri torneranno ad avere mano libera sul mercato o, invece, dovranno inventarsi qualcosa. Le sensazioni sono buone, ma è evidente che pensare di sapere quel che hanno in testa i capoccioni di Pechino è quantomeno arrogante”.

BUDGET MINORE, MILAN CON ELLIOTT – “Domanda tipica: ‘Ma anche con il piano originale dei 50-70 milioni, come si poteva puntare a giocatori come Arturo Vidal?’. Con la solita formula dei pagamenti rateizzati: 70 milioni sono (più o meno) la cifra che è servita al Milan per sviluppare un mercato da oltre 200 milioni. Domanda tipica/2: ‘Perché il Milan cinese ha potuto fare mercato?’. Perché ha utilizzato i quattrini americani del fondo Elliott, gli stessi che hanno permesso a Marco Fassone di completare il closing e ovviare alla noiosa faccenda ‘il governo cinese ha messo il veto sulle spese all’estero’. Tutto questo significa che l’Inter è drammaticamente in pericolo? Per nulla: la proprietà è solida e convinta di quello che vuole fare e la squadra – al netto del difensore centrale ‘in più′ che certamente sarebbe servito – ha un senso e buona qualità. Chi scrive è un inguaribile ottimista che ‘non si rende conto’? Può darsi, ma il mercato è (finalmente) chiuso e lamentarsi a questo punto serve davvero a poco”.