Biasin: “Spalletti? Stare zitti sarebbe meglio. Inter…”

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20 febbraio 2018, 00:42
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin è ospite di “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco”. Il giornalista del quotidiano “Libero” ha consigliato a Luciano Spalletti di parlare di meno e riportare l’Inter in carreggiata, mettendoci quell’impegno che negli ultimi due mesi e mezzo è mancato.

DIFFICOLTÀ AGGIUNTIVE«L’autogol di Andrea Ranocchia? Non si può giudicare la prestazione dell’Inter in base a questo gol, è sfortuna. È il resto che non funziona, gli altri ottantanove minuti e cinquantanove secondi. Marco Materazzi (contro l’Empoli nel 2006, ndr) fa autogol, ma quell’Inter reagiva sempre. Soluzioni nuove? Ci sono in teoria, uno l’hanno preso ma bisogna metterlo anche in campo, nel senso che Rafinha Alcântara probabilmente non ha i novanta minuti. Non è vero che il serbatoio dell’Inter è vuoto: i giocatori dell’Inter corrono male, correvano bene fino a Inter-Chievo 5-0. Secondo me in questo momento il problema è crearsi ulteriori problemi con la comunicazione. Ci può stare il momento difficile, se però comunichi all’esterno di avere problemi all’interno tienitelo per te. Io sto facendo un appunto a un allenatore che secondo me è bravissimo, l’anno scorso ha raggiunto il record di punti a Roma e raggiunge sempre il suo obiettivo, in questo momento forse stare zitti sarebbe meglio, Maurizio Sarri sta zitto. Non possiamo far passare un messaggio sbagliato: è la Cina più l’UEFA che crea problemi, nel frattempo il proprietario dell’Inter Jindong Zhang ha fatto altre cose che non si raccontano mai e che hanno portato fuori l’Inter da una situazione complicata. Se l’Inter riesce a chiudere il suo bilancio a zero, che è una cosa noiosissima da raccontare e non piace, bisogna dire che da qua a giugno non è vero che arriveranno cinquanta giocatori, perché l’Inter deve rientrare di cinquanta milioni. Nel 2018, quindi in un mese e mezzo, sono usciti almeno trenta nomi collegati all’Inter. Tu puoi dire in continuazione che non è vero, ma i messaggi non passano: passa che l’Inter sta cercando cinquanta giocatori. Se poi non arrivano di chi è la colpa, di chi ha scritto? No, di chi non è arrivato a prenderli. Se Matías Vecino non fa più un passaggio più lungo di due metri non è perché si parla sui giornali, è perché evidentemente il problema è un altro, evitiamo di creare un altro problema e non parliamone. Al mercato di gennaio ha fatto quello che doveva fare l’Inter, ha preso due giocatori vendendo zero».

NUOVA CONCENTRAZIONE«Mauro Icardi? La preoccupazione c’è ed è evidente, stiamo parlando di un giocatore che non gioca la Champions League e potrebbe farlo, di un giocatore che guadagna una cifra importante ma potrebbe guadagnarne una molto piu importante. Non credo che questo sia il pensiero attuale, anche se ci vogliono far credere questa cosa: lui in questo momento pensa a raggiungere l’obiettivo, cioè arrivare al quarto posto. Di tutto il resto si parla al termine del campionato, oggi è stato molto accomodante Icardi però io non mi scordo quello che ha detto dopo la partita con la Fiorentina e io ripartirei da lì, cioè quando ha detto che a un certo punto hanno smesso di fare quello che hanno fatto all’inizio dell’anno, che è metterci il 170%. Il 170% l’abbiamo visto fino a Inter-Chievo, forse anche a Juventus-Inter, dopodiché si sono un pochino fermati. Io sono convinto che ci mettano il massimo impegno, ma se non sei una squadra di fenomeni non basta e devi metterci di più, è quello che manca al di là delle chiacchiere. Paura della rimonta del Milan? Un po’ sì, perché in questo momento c’è del piattume totale ad Appiano Gentile. Non è tanto quello che sta facendo il Milan, io mi aspettavo che qualcosa con Gennaro Gattuso cambiasse, quantomeno non poteva andare com’era prima. È quello che non sta succedendo all’Inter, non c’è reazione da due mesi a questa parte e senza reazione per forza di cose arrivano da dietro. C’è il derby il 4 marzo».