Biasin: “Senza Icardi Inter a 0 punti! Passi avanti con de Boer”

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13 settembre 2016, 00:18
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin se la prende con chi per tutta l’estate ha criticato Mauro Icardi, pensando che venderlo non fosse una mossa azzardata. Nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” il giornalista analizza le reti dell’attaccante argentino, fin qui autore di tutti i tre gol dell’Inter.

VITTORIA CHIAVE – “L’Inter torna da Pescara con tre punti insperati, ancora tanti interrogativi da sciogliere e una certezza: se Mauro Icardi non avesse fatto quello che ha fatto, oggi parleremmo di ‘Frank de Boer tecnico da avanspettacolo che fa entrare tre giocatori tutti assieme come solo all’oratorio’. E invece, come per magia, la doppietta dell’argentino regala una settimana di respiro a un allenatore fino a qui esageratamente criticato. All’Adriatico l’Inter ha prodotto molto, ma anche rischiato troppo. La forma fisica è quella che è, soprattutto se si pensa che il secondo giocatore ad aver percorso più chilometri è João Mário (10,996), ovvero l’ultimo arrivato. Resta l’impressione di un gruppo che, terzini a parte, ha realmente fatto un notevole passo in avanti quanto a qualità tecnica e forza d’urto. Merito di chi è arrivato, merito di chi è rimasto. Icardi, per dire”.

INSOSTITUIBILE – “Fa sorridere la polemica di quelli che nonostante tutto avanzano ancora dubbi sul giocatore argentino: ‘È bravo in area ma non partecipa all’azione, sa fare solo gol’. E cosa deve fare, canestro? Touchdown? Scala quaranta? Suvvia… Nella già citata classifica dei chilometri percorsi l’argentino figura al quarto posto con 10,031, il che non significa che sia maestro di partecipazione al giuoco, ma neppure fannullone avvezzo solo al soldo e al fiki-fiki con la moglie. Mauro Icardi ha ventitré anni, numeri impressionanti, possibilità di migliorare ulteriormente e un’imperdonabile inclinazione al tamarrismo. Direi che c’è di peggio nella vita. L’estate scorsa si è comportato male? Ha pensato troppo al grano? Sì, lo ha fatto, ma questa nel mondo del pallone è una malattia parecchio diffusa, anche tra le insospettabili bandiere del presente e del passato. Quelli che in nome di una moralità utopistica ancora sostengono ‘comunque andava venduto’ devono pensare che in sua assenza oggi farebbero i conti con una squadra forse più morale (perché certamente al posto dell’argentino avrebbe giocato un missionario, un asceta, un filantropo…) ma probabilmente a zero punti. Icardi è un bravo ragazzo e un eccellente attaccante, abbastanza per meritarsi quella fascia da capitano così importante. Ma sono opinioni, per carità. Chi non lo sopporta continuerà a recitare la filastrocca: ‘Sa fare solo gol’. Come se nel calcio ci fossero cose più importanti”.

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Riccardo Spignesi

Studente (ancora per poco) all’Università Statale di Milano. Redattore anche per SpazioCalcio.it e BetClic, estremamente fissato con il calcio.