Biasin: “Non normale che ex Inter infieriscano. Pioli bravino”

Articolo di
11 aprile 2017, 01:09
Fabrizio Biasin

Nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” Fabrizio Biasin ha analizzato l’ultimo disastroso mese in casa Inter e le critiche che in questi giorni stanno piovendo su Stefano Pioli, i giocatori e la dirigenza. Secondo lui l’errore principale rimane quello di aver temporeggiato troppo l’estate scorsa prima di separarsi con Roberto Mancini, creando i presupposti per il fallimento di questa stagione.

OPINIONI CONTRASTANTI – “È tutto uno schifo, mi pare evidente. Ma è molto facile anche ottenere consenso: basta scrivere, appunto, è tutto uno schifo. Fanno schifo i giocatori che non si impegnano, l’allenatore che non li stimola, i dirigenti che non c’hanno capito niente. Lo scrivono in tanti, anzi, quasi tutti, e quindi è certamente così. Fanno schifo tutti, anche io. Io che quando (raramente) si vince me la tiro assai e ‘ABBIAMO vinto’ e quando invece si perde ‘SONO tutti stronzi’. Molto comodo. Comodo anche limitarsi ad analizzare il giorno prima e dimenticarsi quello che si diceva/scriveva anche solo un mese fa. Dopo il 7-1 all’Atalanta erano tutti belli e bravi, da confermare e baciare. Oggi sono tutti da rinchiudere, uno soprattutto: Stefano Pioli. È normale, funziona così da che mondo e mondo, e infatti non ci si deve stupire. Le sconfitte con Sampdoria e Crotone non si possono e non si devono dimenticare, l’atteggiamento della squadra neppure, e il processo è cosa buona e giusta. Ma, forse, bisognerebbe guardare le cose a più ampio raggio: il peccato originale di questa maledetta stagione non è stato commesso allo Scida di Crotone, semmai l’estate scorsa. Società ed ex tecnico, per un milione di motivi e reciproche responsabilità, decidono di temporeggiare e così facendo mettono una zavorra enorme alla stagione: mentre gli altri rifiniscono la preparazione, l’Inter sceglie il nuovo allenatore”.

TUTTI COLPEVOLI – “Il resto sono (soprattutto) conseguenze che a suo tempo hanno impedito a Frank de Boer di organizzare il suo lavoro (magari con un mercato diverso) e oggi non permettono a Pioli di vivere con meno isterismo il momento difficile. Pioli ben lo sapeva: doveva essere perfetto per evitare il massacro, è stato solo bravino. Ora parte la caccia alle streghe: c’è chi dice che almeno sette tecnici siano in lizza per la panchina, c’è chi giura che lo spogliatoio sia diviso tra clan degli italiani e altri (il clan degli italiani! Un inedito clamoroso!), c’è chi vuole la testa di Piero Ausilio, chi quella di Javier Zanetti, chi quella di Mauro Icardi, chi quella di quattro o cinque giocatori a caso. Signori, sapete che c’è? È normale e comprensibile, del resto funziona sempre così: è normale che siano tutti incazzati, è normale che si spediscano i pelandroni in ritiro, è normale che si pretenda una reazione sabato nel derby, è giustissimo che si definisca fallimentare una stagione che doveva riportare i nerazzurri in Champions League e al momento non contempla neppure l’Europa dei piccoli. È tutto normale, o quasi. Quello che non è normale è che nel momento più difficile della stagione ci sia chi, tra gli ex, invece di sostenere (o anche solo tacere) infierisca sul cadavere nerazzurro per risolvere antiche questioni personali. Ecco, questo no, non è normale. Le divisioni interne sono l’antico male in casa nerazzurra, chissà che Zhang Jindong non trovi presto rimedio a colpi di bastone (in senso figurato, per carità)”.







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