Biasin: “Mancini deve lavorare sugli attributi”

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5 maggio 2015, 18:23
Mancini

Fabrizio Biasin, nel consueto editoriale per “Tuttomercatoweb”, esprime il suo disappunto per l’ennesimo pareggio portato a casa dall’Inter nel match contro il Chievo. Il noto giornalista fa emergere un interessante punto di vista riguardante la mentalità dei nerazzurri in campo. Di seguito le dichiarazioni.

MENTALITA’ E  ATTRIBUTI «Inter, la squadra incompiuta, quella che nonostante gli inciampi e le figuracce è stata aspettata e “coccolata” da Fiorentina, Samp, Genoa, Torino, come se le avversarie avessero volontariamente teso la mano alla sorella blasonata: “Prego, il posto in Europa League è vostro”. E invece niente, i ragazzi di Mancini dicono “no, grazie, fate voi, noi proprio non ce la sentiamo”. E – parliamoci chiaro – la sanzione dell’Uefa c’entra un fico (oggi la sentenza), la verità è che nei momenti topici la squadra invece di assumere gli occhi da figlio di buona donna che venivano a Samuel, indossa quelli da bimbo che se l’è fatta addosso di capitan Ranocchia, bravissimo ragazzo, buon giocatore, ma ancora troppo impaurito da se stesso (“Oddio sono il capitano dell’Inter! Ma siamo sicuri?”) per pensare di far paura agli altri. L’ottimo mese di Aprile dei nerazzurri viene scaraventato nel cestino dell’umido da 90 minuti passati a fare il solletico al Chievo; le speranze d’Europa restano vive, ma a prescindere da come andrà, Mancini la prossima stagione dovrà lavorare più sugli attributi che sulla tecnica, il tutto ricordando l’antico detto di caro nonno: “I piedi li puoi anche raddrizzare, ma le palle… quelle hai e quelle restano”. Per la cronaca non ho neanche raddrizzato i piedi».