Biasin: “L’Inter funzionava meglio senza soldi. De Boer…”

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25 ottobre 2016, 01:47
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin attacca senza mezzi termini la società Inter dal suo editoriale per “TuttoMercatoWeb”. Per lui il problema generale sarebbe la spaccatura totale da parte di chi comanda e Frank de Boer, a prescindere dal fatto che venga esonerato o no, sarebbe solo un sorta di parafulmine che paga per colpe non sue.

CAOS COMPLETO – “Il problema dell’Inter non è Frank de Boer o comunque non solo. Il problema dell’Inter è una società che nelle ventiquattro ore successive al KO di Bergamo non ha saputo prendere una posizione, per un verso o per l’altro. Pensi che de Boer sia il problema? Lo saluti con la comoda formuletta (‘Ringraziamo l’allenatore…’). Credi in lui? Metti il muso davanti alle telecamere e come hai tempestivamente fatto in occasione della diatriba Icardi-Curva Nord (‘I tifosi vanno rispettati!’) prendi le parti del tuo tecnico, lo difendi, ma non a tempo che è un po’ come quando in albergo ti concedono il late check-out (puoi stare un’ora in più nella stanza, ma comunque alla fine ti devi levare dai coglioni lo stesso). Ecco, il late-check out concesso a de Boer mi pare proprio una boiata, così come mi pare una boiata il silenzio tattico, così come mi pare una boiata la riunione generale atta a decidere quale schieramento vincerà tra quelli che dicono ‘Avanti con de Boer, almeno ancora un po’’ (Erick Thohir e Michael Bolingbroke), quelli che spingono per la soluzione italiana alla Stefano Pioli o Edoardo Reja (Piero Ausilio e Javier Zanetti), quelli che fosse per loro si butterebbero su Leonardo ma magari pure Corrado Orrico (Massimo Moratti), quelli che aspettano il nome più costoso per fare soldi (Kia Joorabchian) e quelli che hanno il grano e probabilmente pensano di essere finiti in una gabbia di mattacchioni (Zhang padre e figlio)”.

MEGLIO IL PASSATO – “Fa sorridere, ma il paradosso è che questa Inter funzionava meglio quando era squattrinata e con l’acqua alla gola: sembrava avesse più idee. I soldi, invece, sono sembrati la scusa per abbassare l’attenzione che tanto se butta male c’abbiamo il grano. No, cambiare non è la soluzione se il cambio non va di pari passo con la volontà di mettere ordine e di auto-responsabilizzarsi. Lo deve fare il tecnico (a patto che sia ancora in tempo per salvare le chiappe), colpevole domenica di aver abdicato al suo credo tattico; lo devono fare i giocatori che ‘forse sarebbe il caso di giocare un po’ più coperti’. Cazzate. Il riferimento vigliacco alle scelte del mister sarebbe legittimo se non avessimo assistito a Inter-Juventus: perché in quell’occasione il credo tattico funzionò? Su, facciamo che ognuno si mette a fare il suo al 100% e qualcosa di buono verrà fuori. Da ultimo mettiamo in mezzo anche noialtri blateranti, perché le colpe sono ovviamente di chi è dentro lo scatolone nerazzurro, ma in minima parte anche di chi è fuori, di chi critica la società ma poi si auto-contraddice e dice cose come ‘È sbagliato prendersela con de Boer! Io però punterei su Walter Zenga. Arriva Zenga? E l’uomo forte?’. Oppure: ‘In società non hanno pazienza! Comunque bisogna fare la corsa salvezza su Crotone, Palermo ed Empoli’. Oppure: ‘Che società di incompetenti! Hanno cambiato nove allenatori! Io punterei su Stefano Vecchi fino a gennaio, poi su un traghettatore che possa introdurre Diego Pablo Simeone. In futuro il grande ritorno di José Mourinho, ovvio, insieme a un uomo forte!’. L’uomo forte servirà anche, ma potrà poco in assenza di forti uomini, ovvero tutti gli altri tesserati. Mica solo de Boer”.

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Riccardo Spignesi

Studente (ancora per poco) all’Università Statale di Milano. Redattore anche per SpazioCalcio.it e BetClic, estremamente fissato con il calcio.