Biasin: “L’Inter doveva prender certe decisioni prima. Ausilio…”

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30 agosto 2016, 00:53
Biasin

Fabrizio Biasin, nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb”, è dell’idea che l’Inter abbia tardato troppo a progettare la nuova stagione, sia con il cambio di allenatore sia con certi movimenti di calciomercato. Le varie operazioni volute da Suning sarebbero corrette ma ci sarebbero stati dei ritardi che hanno creato problemi, come testimoniato dalle prime due giornate.

TEMPI SBAGLIATI – “L’Inter non esce dal sottobosco della mediocrità. Lo ha fatto la società con due colpi da oltre settanta milioni che hanno giustamente esaltato i tifosi. Non lo ha fatto la squadra, capace di fare «tre passi avanti» (cit. Frank de Boer) rispetto al Chievo, ma non di portare a casa i tre punti, in questo momento decisamente più importanti del bel giuoco. Non è una tragedia irrimediabile, per carità, ma dà parecchio fastidio, soprattutto se si pensa che il tutto era certamente evitabile. Bastava prendere determinate decisioni a suo tempo e non a ridosso dell’inizio del campionato. Ma tant’è, le due settimane di pausa serviranno al tecnico olandese per imparare qualche parola di italiano e per dare ordine a una rosa disordinata. E veniamo al punto. La società si sta comportando bene: cosa vuoi dire a un magnate che zitto-zitto butta sul piatto un centinaio di milioni? Assolutamente niente. Un appunto però va fatto: al tempo delle vacche magre Piero Ausilio aveva meno possibilità di pescare, ma più possibilità di utilizzare la logica. Oggi la situazione è un filo cambiata: arrivano i giocatori, ma si bada meno all’equilibrio. Si vuole impressionare più che organizzare. Almeno questa è la sensazione”.

ULTIMI COLPI? – “Mancano poche ore alla chiusura del mercato e i nerazzurri nonostante tutto danno l’idea di essere una squadra super competitiva ma un po’ sbilanciata: tante frecce in avanti, poche da metà campo in giù. Il tempo per rimediare è poco e sappiamo che: 1) Lo scambio Cesc FàbregasMarcelo Brozović piacerebbe molto al Chelsea, molto meno all’Inter. 2) Martín Cáceres non è stato preso in considerazione. 3) Si punta a un terzino (il sempreverde Domenico Criscito o Matteo Darmian) ma solo se si riuscirà a sfoltire la rosa e non solo nel reparto avanzato (Stevan Jovetić è sempre più vicino alla Fiorentina). Chi scrive è troppo pessimista? A pensarci bene sì, lo è: un mercato che ha consegnato al suo allenatore Éver Banega, Antonio Candreva, João Mario, Gabigol, forse un terzino e dove i sicuri partenti sono diventati i sicuri restanti non si può criticare. Altrimenti si rischia di diventare incontentabili, suvvia”.