Biasin: “Inter, intenzioni Zhang serissime. Prezzo Perišić fatto”

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25 luglio 2017, 00:39
Fabrizio Biasin

Nel suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” il giornalista Fabrizio Biasin cerca di tranquillizzare i tifosi dell’Inter per quanto riguarda la capacità da parte di Suning di agire sul mercato, sostenendo che a breve arriverà qualche colpo per rendere la squadra competitiva. Ci sarebbe anche una minima speranza di trattenere Ivan Perišić.

LAVORARE CON CALMA – “Tutte le settimane ripetiamo le stesse cose, ma il tempo passa e diventa difficile rendere digeribile un certo tipo di piano societario. C’è chi pensa che dietro al mercato stitico ci sia una precisa e improvvisa scelta aziendale (‘Non spendiamo più!’), mentre certe decisioni sono state prese mesi addietro (‘Spendiamo, ma con logica’). Luciano Spalletti per molti ha infilato una maschera: sostiene di essere sereno e invece è nervoso e incazzato. La verità è che il tecnico sa bene quello che accade alle sue spalle: sono arrivate alcune delle pedine da lui richieste (Borja Valero e Milan Škriniar), altre arriveranno (Matías Vecino e Dalbert Henrique, quest’ultimo proposto dal club). E poi? Basta? No, assolutamente. Poi arriveranno i colpi consistenti: per Arturo Vidal l’Inter ci ha provato, ha ottenuto il sì del giocatore ma non quello del club. Walter Sabatini a tal proposito è stato chiaro: «Vogliamo giocatori che non sono facili da prendere». Ma il solo fatto di puntare a un profilo il cui costo (cartellino più ingaggio) supera le svariate decine di milioni è la prova che le intenzioni di Zhang Jindong restano serissime e che il colpo verrà fatto esattamente in quella zona del campo”.

STRATEGIA DIFFERENTE – “Capitolo Ivan Perišić: il club ha fatto il prezzo (cinquanta milioni) e da quello non scende. A Manchester prendono tempo, ma sanno che i nerazzurri non faranno passi indietro, a meno che nella trattativa non venga inserito Anthony Martial. In caso contrario il croato resterà a Milano. Il resto è una questione di equilibrio: quello societario, che mantiene la calma ma effettivamente sa che è giunto il momento di sferrare gli attacchi decisivi; quello dei tifosi, divisi tra chi si fida e chi invece ‘compriamo qualunque cosa prima che sia troppo tardi’; quello del tecnico e della squadra, che ha battuto il Lione in un’inutile amichevole di luglio ma ha dato segni evidenti di cosa significhi provare a essere gruppo. Un anno fa esatto Erick Thohir e Roberto Mancini si incontravano a Portland per provare a trovare un punto di incontro. Non ci riuscirono e le cose andarono come andarono. È un’altra storia, è vero, e fare paragoni ha poco senso, ma certo quest’anno sembra che si stia utilizzando quella cosa che vale più di un buon giocatore preso tanto per: la logica”.