Biasin: “Icardi tamarro e ingenuo. Paradosso Inter, Zanetti…”

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18 ottobre 2016, 02:23
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin difende Mauro Icardi e attacca la società, incluso Javier Zanetti, per come (non) ha gestito la situazione prima, durante e dopo Inter-Cagliari. Il giornalista, ospite di “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” su Italia 1, ha cercato di evidenziare alcuni lati positivi del capitano nerazzurro, nonché di Frank de Boer.

NON SOLO CRITICHE«Un problema c’è, perché ieri c’era uno stadio diviso tra chi diceva che non si tocca Mauro Icardi e chi voleva via Icardi dal campo, via la fascia e via tutto. È successa una cosa gravissima ieri. Io ho un’opinione molto personale e un po’ impopolare: secondo me Icardi ha fatto un grave errore e a seguire gli altri ne hanno fatti anche più grandi, penso a una parte della tifoseria. Io sono pro-Icardi tutta la vita, ieri facevo il tifo per Icardi ancora di più perché ho visto un giocatore in difficoltà. Sono un grande estimatore di Javier Zanetti ma le parole di ieri non mi sono piaciute, non puoi abbandonare il tuo capitano anche se ha commesso un grave errore. Io credo che sia l’unica cosa buona di queste quarantotto ore il fatto che si sia trovato un modo di tenere tutti buoni. Io la fascia non gliela toglierei mai, ho un’opinione molto personale di Icardi che è molto tamarro ma è quello che si allena tutti i giorni forse anche più di tutti, ha il difetto di essere tamarro e forse anche molto ingenuo».

ERRORI IN SERIE«Un’altra responsabilità ce l’hanno quelli che fanno il nostro mestiere, non diciamo che all’interno di quel capitolo subito dopo ha scritto di aver capito di aver esagerato. Penso che sia molto semplice andare sotto la curva e applaudire, baciare la maglia e dire grazie. Non sto parlando degli ex capitani dell’Inter ma dei calciatori degli anni Duemila, penso sia difficile trovare dei giocatori e capitani che dicono quello che pensano e si rapportano ai tifosi con naturalezza. Bisogna anche analizzare la vita di ventitré anni di Mauro Icardi, a ventitré anni io ero un emerito cretino, valutiamo le cose per quello che sono. Lui oggi in settanta minuti di colloquio si è messo a disposizione, ha chiesto scusa e detto di aver esagerato chiedendo di farsi dire come rimediare. Che lui sia attaccato alla maglia è evidente, è rimasto col suo bell’aumento quando poteva andare in un’altra squadra. Wanda Nara? Non è che ci ha fatto una notte in discoteca, se l’è sposata».

SQUADRA DA RECUPERARE«Il problema vero è che bisogna mettere le cose a posto in campo, tutta questa confusione ha nascosto i problemi più importanti che sono quelli in campo. Se ti ritrovi sul dischetto con diecimila persone che tifano contro di te forse un minimo di pressione c’è. Frank de Boer? Per fare il suo gioco serve anche una condizione fisica buona che in questo momento non c’è. L’Inter contro la Juventus non ha vinto a caso, ha vinto dominando, per questo non si capisce perché poi si incappa in prestazioni e sconfitte come le ultime. Contro il Cagliari l’Inter ha smesso di giocare al 60′. Il paradosso è che questa è una squadra forte, perché ha dei contenuti tecnici elevatissimi».

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Riccardo Spignesi

Studente (ancora per poco) all’Università Statale di Milano. Redattore anche per SpazioCalcio.it e BetClic, estremamente fissato con il calcio.