Biasin: “Cosa cambia all’Inter da Mancini a De Boer. Icardi…”

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9 agosto 2016, 01:18
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin – giornalista di “Libero” e tifoso nerazzurro -, nel consueto editoriale del martedì per il portale “Tutto Mercato Web”, dice la sua sul cambio in panchina: addio di Mancini necessario, arrivo di De Boer fiducioso, mentre continua la telenovela Icardi

FINALE ANNUNCIATO, MA TARDI – Anche Fabrizio Biasin accetta il divorzio, ma non le tempistiche: “Inter e Roberto Mancini, ormai ex tecnico dei nerazzurri. La cronaca la conoscete già: dopo due mesi di tira e molla, borbottii, frasi dette e non dette, l’Inter cambia guida tecnica a stagione ampiamente iniziata. ‘Son cose che succedono’, si dirà. Neanche per idea. Dirigenza e tecnico avevano il dovere di essere più chiari gli uni con gli altri per evitare di causare un danno al ‘bene ultimo’, ovvero l’Inter stessa. Qui invece ognuno ha pensato ai fatti suoi: il tecnico che aveva promesso ‘un passo indietro’ se non avesse visto totale gradimento da parte dei dirigenti (e invece ha atteso e se ne va con paffuta buonuscita), Erick Thohir e Michael Bolingbroke che intimamente avevano perfetta coscienza di come sarebbe finita la faccenda. Un errore difficile da perdonare, una decisione tardiva e, nonostante tutto, inevitabile. Inutile andare avanti, proseguire, fingere serenità. L’Inter ha buttato via il primo mese di preparazione, probabilmente il più importante, ma quantomeno ha avuto il coraggio di non perseverare nel suo errore”.

L’ADDIO DI MANCINI – “Mancini dice addio all’Inter per la seconda volta e lo fa – dicono in molti – senza fare polemiche. E’ vero, il tweet d’addio è stato ‘signorile’ e la cosa non era affatto scontata, ma la sensazione è che se davvero avesse creduto nella squadra che lui stesso ha costruito (ed è una grande squadra), se avesse scommesso di più sulle sue capacità (e invece il dato di fatto è che ‘Mancini non si fida di Mancini’), se avesse anteposto al suo voler essere ‘al centro del sistema Inter’ l’Inter stessa, ora probabilmente sarebbe ancora al suo posto. Mancini lascia l’Inter perché intimamente sa di poterne fare a meno e allora sì, resta l’amarezza… ma è giusto così”.

BENVENUTO DE BOER, UOMO THOHIR – “Arriva Frank De Boer, pupillo di Thohir. Chi spergiura ‘io so come gioca De Boer’ non dice una bugia, ma neppure la verità. Le idee tattiche dell’olandese sono interessanti, il suo 4-3-3 alternabile al 4-2-3-1 è certamente ‘moderno’ e veloce, ma va testato con la dura realtà della serie A. Sul mercato ci sono medie certezze: Luiz Gustavo e Gabigol restano gli obiettivi (l’attaccante in particolare piace tantissimo al nuovo tecnico), ma tocca aspettare. Le certezze (per fortuna ci sono anche quelle) arrivano dai sorrisi del nuovo allenatore, atterrato a Linate con la faccia di chi è orgoglioso di aver conquistato una delle panchine più gloriose d’Europa. Direte voi ‘ci mancherebbe’. Eppure negli ultimi tempi non era così. Non sono bastati gli acquisti (oltre ad Antonio Candreva ha chiesto una punta che potesse prendere il posto di Eder) o l’ingaggione, Mancini voleva di più, voleva continuare a essere ‘Mancini’ nonostante il cambio di proprietà, nonostante gli obiettivi non pienamente raggiunti, nonostante una proposta di rinnovo di contratto che contemplava ‘onori’ solo in caso di ‘obiettivi raggiunti’, nonostante tutto”.

ICARDI INCEDIBILE, NAPOLI INSISTE –Mauro Icardi? La società non cambia idea: il giocatore non si muove per scelta consapevole e – va detto – anche per mancanza di alternative. In ogni caso è tempo che l’argentino e il suo procuratore cambino registro. Basta messaggi social, basta rebus, basta cazzeggio mediatico per arrivare all’aumento: l’Inter non è un video di Fabio Rovazzi, l’Inter è una cosa seria. E il Napoli? I tentativi per Icardi non sono finiti, ‘scaldati’ dall’ultimo e misterioso tweet firmato Wanda Nara. Aurelio De Laurentiis tornerà alla carica, sa che dall’altra parte il muro resta solido, ma è convinto di avere interessanti argomenti per creparlo. In alternativa prepara il piano B: Diego Costa resta una possibilità concreta (alla faccia del piano B…). Poi, forse, un giorno il mondo si accorgerà che Manolo Gabbiadini già oggi è un grande, grandissimo attaccante. Ma questo è un altro discorso…”.

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